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Duran Duran – Red Carpet Massacre (Skin Divers / Sony, novembre 2007)

di Marco Braggion

Il pop è sempre stato un affaire di produttori, più che di band. E già nell’ultimo di Kylie si era vista la deriva oltremodo ammiccante alle estetiche di Justin Timberlake. Il suono west-coast approda anche qui, mescolato ai lifting dell’anima r’n’black di Timbaland (già sapiente chirurgo del successo di un’altra regina del now-pop: Nelly Furtado). I due produttori (insieme a Nate Hills), rivisitano il suono di Le Bon Rhodes Taylor e Taylor mutandolo pesantemente, restituendo una faccia inedita al quartetto simbolo di un decennio sempre più innestato in questa seconda metà di anni-doppiozero. Gli Ottanta. Ancora una volta moloch incombente.
Visto che dev’essere un disco pop, gli obbligati ci sono tutti: la ballad singolo da radio (Falling Down), i pezzi dancey electro à la Depeche Mode (The Valley, Skin DIvers e Tempted), il pezzo demi-punk-inglese (Red Carpet Massacre) e la canzone acustico-romantica da accendino + coro allo stadio (Box Full O’ Honey). Le uniche tracce interessanti però, sono proprio quelle in cui la mano dei sopraccitati produttori si fa notare di più: sembra insomma che le idee non provengano direttamente dalle menti del quartetto.
Se con il precedente Astronaut alcuni spunti erano sembrati utili per riconfermare la loro attualità, oggi i Duran sono alla frutta e sono costretti a copiare dal compagno di banco per ultimare il lavoro. Complimenti (solo ed esclusivamente) alla produzione. Per tutti gli altri attendiamo un risveglio dal letargo. (Il disco viene stampato anche in edizione speciale con DVD contenente outtakes, interviste e altro materiale. Ovviamente solo per affezionati).

(5.0/10)

 

  • pop disco rock
  1. The Valley
  2. Red Carpet Massacre
  3. Nite-Runner
  4. Falling Down
  5. Box Full O’ Honey
  6. Skin Divers
  7. Tempted
  8. Tricked Out
  9. Zoom In
  10. She’s Too Much
  11. Dirty Great Monster
  12. Last Man Standing