
Questo Ceiling Sky è un compendio che promette benissimo; è una raccolta di un gruppo – The Drift – che arriva al suo primo album con già in dote qualcosa da riassumere, su cui contare; il che non è poco, è una mossa che dice “prima ascoltate le nostre primissime cose”, rivela fiducia nei propri passi iniziali.
Eppure, nonostante il procedere compilativo, il disco ha una sua coesione. È dato se non altro comprendere un meccanismo ripetuto, una struttura quasi invariante dei brani. Le tracce sono dilatate, procedono piano piano fino a quando creano nell’ascoltatore l’impressione che ci si stia dilungando un po’ troppo; proprio in quel momento, appena prima di rasentare la noia, avviene la variatio che vitalizza i pezzi; in Streets, per esempio, piomba sul più bello una matematizzazione che ci fa andare il pensiero al Kentucky e all’Illinois. Oppure si procede per ambientazioni post-rock (quasi ambientali) su basso dub, che ricorda la non fortunatissima vicenda degli Isotope 217 – e in zona Tortoise in effetti ci troviamo (si ascolti l’ultima traccia, Invisibile Cities, remixata dai Sybarite, per la riprova).
Al vertice della forma, sempre lì di presso, il riferimento principale, come già ventilato tra le righe, resta però quello di un gruppo ben più muscolare, ma di una raffinatezza certosina riconosciuta all’unanimità: i June Of 44 (la loro tromba è pervasiva, ma in For Grace And Stars la derivazione sembra diretta). E se di tromba si parla, tutti siamo figli di Miles Davis – come di quell’escamotage di ripetizione che permeava Kind Of Blue – chiamiamoli riff, in questo caso, e il gioco è fatto. Almeno cinque punti decimali del voto sarebbero poi da destinare agli ospiti remixatori, come ai Four Tet, che fanno splendidamente impazzire la batteria di Gardening, Not Architecture. Certo, tu bastian contrario puoi dire che spacciare per album d’esordio una raccolta di cose già pubblicate è sintomo di poca produttività; ma il succo vero, mi pare, ascolto alla mano, è che valesse la pena di raccogliere queste tracce altrimenti perse in una manciata di vinili; e poi si vedrà.
(7.0/10)