
Il newyorkese Thomas Bartlett, mente e cuore che si celano dietro la sigla Doveman, dopo il debutto di due anni fa (The Acrobat) e dopo aver suonato con Antony And The Johnsons, David Byrne e molti altri ancora, porta avanti la sua idea di “lamp rock” o “insomnia pop”, definizioni da lui stesso coniate, sempre facendosi accompagnare dai suoi fidi compagni di avventura, tra i quali compare il nome della nuova promessa folk Sam Amidon. Come per il suo esordio discografico i riferimenti più evidenti restano gli Sparklehorse dei primi due album, il Mark Hollis più intimista e i Red House Painters come intrisi di notturna elettronica. Con Doveman, però, si accede in una dimensione altra, privata e segreta, in cui per entrare occorre pazienza e, soprattutto, predisposizione per certi sofferti paesaggi sonori. Infatti, With My Left Hand, I Raise The Dead risulta di non facile ascolto, tanto è dilatata e claustrofobica l’atmosfera, sorretta sempre da una sottile tela di nostalgiche malinconie resa ancor più tremolante da sussurri, ronzii e rumori di fondo. Ogni brano – a parte i sette strumentali cinematici posti a spartiacque tra le tracce – parte sempre dallo sfiorare dei tasti di un piano, al quale si aggiungono meste spazzolate, fiati in sordina, banjo e chitarra claudicanti, in una coltre di fumo jazzata in cui si inserisce sommessa la voce di Bartlett. Il tutto sporcato – Mark Linkous docet – da un’elettronica di fondo dai toni spettrali (la glaciale Ghost, l’indole Sigur Rós di Tender Mercies, e l’abissale imponenza di Happy), in un’alternanza di timidezza e precarietà, sospensione e minimalismo. Sedici canzoni come nuvole in viaggio: colpevoli, salvifiche e inutili allo stesso tempo, capaci di oscurare o sprigionare luminosità, o attraversare il cielo di notte nell’indifferenza più totale. È per questo che una volta ascoltato il disco, come recita Chasing Clouds – stupendo brano già contenuto in The Acrobat – vorremmo andare a caccia di nuvole per carpirne il segreto, anche se il cielo non è nostro amico e quando la musica svanisce è difficile da ricordare. Ma non importa. Per Doveman tutto è possibile, anche resuscitare il morto con la mano sinistra.
(7.3/10)