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Deny – Sharing Ghosts (Seahorse / Goodfellas, dicembre 2007)

di Fabrizio Zampighi

Qualunque sia il nome del gruppo titolare del disco, qualunque sia la provenienza, quali che siano gli interessi musicali sottesi, di una cosa si può esser certi: se nelle note di copertina compare il nome di Paolo Messere, ci si trova davanti a un’opera di confine. Qualcosa di difficilmente classificabile, spesso in bilico tra orientamenti musicali differenti, tuttavia quasi mai risultato di un girovagare peregrino e senza senso o di idee poco strutturate.

Nel caso degli avellinesi Deny, il Nostro compare nelle vesti di produttore aggiunto, arrangiatore – con il gruppo – e musicista, contribuendo a modellare un suono che sa di psichedelia, post-rock, blues, noise, ma al tempo stesso evita di dichiarare apertamente le proprie infatuazioni. Mascherandole grazie a un processo di rielaborazione che non lascia quasi nulla al caso, a un amore per le dilatazioni sensate, a uno stile che riesce ad uniformare i diversi input generando crescendo viscerali (Charles Bonnet Syndrome), viaggi interstellari (Leave Me High), distonie (Leaves Of Grass), reminiscenze claptoniane in salsa post-rock (Only Love To...). Il merito di tutto va soprattutto a musicisti capaci e tecnicamente preparati, che pur pagando pegno, talvolta, in termini di lucidità, non mancano di regalare momenti di rock di sana e robusta costituzione.

(6.7/10)

 

  • post rock-psichedelia
  1. Charles Bonnet Syndrome
  2. Leave Me High
  3. Leaves On Grass
  4. Your Smell
  5. New Song
  6. Only Love To...
  7. When You Arent There
  8. To Love Melancholy (IS Sexy)
  9. ...
  10. ...