
Capita di avere tra le mani un CD. Capita di ascoltarlo velocemente e di bollarlo come il solito disco di (post) post-rock. Capita di tornarci su dopo qualche tempo, di dedicargli più attenzione e di pensare che in fondo i suoi cinquantasette minuti di musica non sono poi così male. A patto di riservarli a una domenica pomeriggio in cui si è ben disposti verso il mondo e pieni di buoni propositi.
Questo l'unico modo per apprezzare gli inafferrabili arpeggi di chitarra che regolamentano il traffico rallentato di Kavan e South Circular senza sbadigliare, di incamerare l'impeto stemperato di Larva senza chiudere gli occhi nemmeno per un'istante, di godere dei cambi di umore di Simultane senza desiderare un caffè, di appiccicarsi alle morbidezze di If Not For You Then Not For Me senza mettersi a programmare le prossime vacanze estive. Colpa di un'opera quasi del tutto strumentale che, nella sua uniformità, pur rassicurando, pur riuscendo a sciogliere le tensioni, pur riempiendo qualche spazio vuoto, pur gratificando con la raffinatezza dei suoni e delle trame, pretende da chi ascolta un senso maniacale per la sfumatura e un carattere poco arrendevole. Di questi tempi, forse, è chiedere troppo.
(6.4/10)