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Black Strobe - Burn Your Own Church (Playlouder / Self, 22 giugno 2007)

di Edoardo Bridda

C’è voluto un bel po’, tanto che l’electroduo francese nel frattempo è diventato un quartetto, e la vocazione synth è mutata verso un appeal rockish d’assalto, ma alla fine il debutto è cosa fatta. I Black Strobe esordiscono via Playlouder con un team d’angeli alle spalle e promettono di segnare nuove frontiere sia all’industrial più metallaro che all’electro/rave tornato faccenda EBM (e dunque gothic). Con Paul Epworth (Bloc Party, Futureheads, Maxïmo Park) e Alan Moulder (U2, Nine Inch Nails, Marilyn Manson), rispettivamente alla produzione e al mixing, i quattro mettono in pista un mutante a due teste tra progressioni rave e carri armati industrial. Pensate agli ultimi Young God e un poco ai NIN. I Sisters Of Mercy per la generazione di Wesley ‘Blade’ Snipes. I Doors come faccenda per dj vampiri. Dunque synth graffianti come e più delle chitarre, crooning cavernoso e soul-blueseggiante, e in mezzo tutta la fattanza rave britannica, anche quella tamarra forte (Buzz Buzz Buzz), infine la porta per l’inferno molto chic reznoriana sempre ben spalancata (Crave For Speed). C’è quel che serve per irretire - crederanno - l’immaginario dei kid post disco cresciuti a suoni via via sempre più scuri tra Liars e Adult, diversamente però, al posto dell’indole  underground s’affaccia una produzione grandguignolesca per il massimo effetto ballo/sballo radiocomandato. In altre parole, se si vuole vedere, il trucco c’è e si sente. C’è chi te la vuole vendere prima che fartela (s)ballare e l’allarme pensiero indipendente - bip! bip! - obbliga d’indossare gli occhiali speciali di Essi vivono. I difetti sono stagionature ultimi Young God o certi espedienti da NIN ballerini con il ritornello ultracommerciale (Shining Bright Star), lo sfoggio ostentato - che a qualcuno fa sempre effetto perché effetto fa - di tirar fuori i Doors techno (I'm A Man che poi è la cover di Bo Diddley, ma è Morrison roadhouse da morire), il giocare a mettere in hi-fi la riscoperta EBM di questi anni. Questo è. Poi, se involontariamente Crave For Speed suona come i Tindersticks gettati in bocca alla fiamme, i Black Strobe riusciranno a strappare un sorriso, ma la tracklist è bell’e finita. E, a dir il vero, l’abusare certi vocalizzi David Sylvian rompe un po’ le scatole.  Solo per ultra amanti della tecnologia applicata al male. So che ti piace baby…

(6.0/10)

 

  • elettronica/EBM
  1. Brenn Di Ega Kjerke
  2. Shining Bright Star
  3. Girl Next Door
  4. Blood Shot Eyes
  5. Not What I Need
  6. I'm A Man
  7. Lady 13
  8. You Should Be
  9. Buzz Buzz Buzz
  10. Last Club On Earth
  11. Crave For Speed