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AA. VV. – Expansion | Contraction (Minus, settembre 2007)

di Gaspare Caliri

Ci vorrebbero poche parole per realizzare una simbiosi metaforica con il contenuto profondamente minimal techno di questo CD (o doppio vinile in edizione limitata). Del resto, la persona avvezza a tale musica saprà di cosa si tratta, quando gli diremo che Expansion | Contraction è un AA. VV. che esce per la Minus Records.
I technoster contemplati nella tracklist sono tutti già acquisiti dalla Minus, infatti, e anzi le tracce scelte sono tratte da album nel catalogo dell’etichetta, il che vuol dire anche che questo disco è un ottimo biglietto da visita per la stessa, un modo ideale per farsi un’idea, ma non è una selezione promozionale. L’unica eccezione è Dubfire (altresì detto Ali); da lui partiamo, per segnalare la strisciata di rumore che interviene in Emissions e nella sua paranoia discreta, a squarciare il rapporto tra suono e silenzio a cui l’orecchio si era abituato ascoltando il brano.

Eccoci al punto: il fatto è che Expansion | Contraction non è solo un disco di genere, quindi consigliabile unicamente a chi già lo apprezza (da questo punto di vista questa compila non brilla certo di originalità), ma anche un’operazione concettuale e audiofila che può interessare a qualcuno in più. Qui si gioca a fioretto con il modo in cui il tempo e lo spazio isolano (Risk Assessment di Plastikman, forse il vero compilatore) e circuiscono il silenzio attraverso il rumore; ciò che emerge, appunto, è il concetto di espandere (in un grande ambiente) la contrazione, o, viceversa, contrarre l’espansione di un suono; attraverso la reiterazione di un battito chiuso in se stesso o il suo sviluppo espanso in un tempo contratto. Marc Houle, in Porch, per esempio, gioca con l’accelerazione (e il rallentamento) molecolare di un tasto-solo (e dei nostri neuroni); il risultato è impressionante, non lascia indifferenti, soprattutto a pensare alla semplicità della trovata. E infatti il piano concettuale, in questa raccolta, è sostenuto e arricchito dalle trovate abbacinanti (ma mai ostentate) di questi creatori (non vale un esempio solo). Quel che è secreto è allora materia da impianti di alta fedeltà, dove godere dell’assurdità di immaginarsi, stravaccati su un divano, a ballare per ore questa musica.

(7.2/10)

 

  • minimal techno
  1. Plastikman - Risk Assessment
  2. Heartrob - Roundabout
  3. Dubfire - Emissions
  4. Gaiser - Mute
  5. Marc Houle - Porch
  6. Troy Pierce - Oxytocin
  7. Jpls - Isolate
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