
Mettere insieme il meglio della letteratura scozzese contemporanea con la crema della corrispondente scena musicale è un’idea che Roddy Woomble degli Idlewild aveva in mente già da un po’ (per la precisione, dalla collaborazione con lo scrittore Edwin Morgan nell’album Remote Part). Per realizzarla ha ottenuto l’appoggio dello Scottish Arts Council e soprattutto dell’immarcescibile Chemikal Underground, qui in una delle sue release più ambiziose (al disco infatti seguirà un documentario e alcuni concerti a tema). A musicare testi e poesie di autori illustri come lo stesso Morgan, Alasdair Gray (già “colluso” nel progetto indie rock dell’indiano Sushil K Dade, Future Pilot a.k.a.), Ali Smith, Robin Robertson e Alan Bissett intervengono dunque De Rosa, Aereogramme, membri di Delgados, Arab Strap e Teenage Fanclub, artisti cult come King Creosote e James Yorkston, glorie locali come Karine Polwart e The Trashcan Sinatras, più un paio di guest d’eccezione direttamente dai seventies come Vashti Bunyan e Mike Heron dell’Incredible String Band.
Un cast da leccarsi i baffi, per un gustoso spaccato di quanto di meglio possa offrire la Scozia musicale al giorno d’oggi. Nondimeno, colpisce la naturalezza con cui ogni artista ha prestato la propria sensibilità al servizio delle parole, con risultati piuttosto genuini e godibili, come un Norman Blake più lennoniano che mai, un Aidan Moffat che preferiremmo più in questa veste adorabilmente ubriaca (altro che L Pierre), dei Sons And Daughters posseduti da Nick Cave. E tra chi conferma (Malcolm Middleton, Yorkston, Alistair Roberts, Aereogramme) c’è anche chi sorprende, vedi la veracità Pogues / Fairport Convention degli ancora senza contratto Foxface, tra i migliori di questo Ballads Of The Book.
Da avere senza indugio, anche se siete digiuni di letteratura delle Highlands.
(7.0/10)