
La Compost è una delle etichette che ha riportato la dance underground a contatto di soul bossa e jazz, mescolando i generi, creando uno stile personale, ospitando e promuovendo artisti del calibro di Jazzanova, Alif Tree, Kyoto Jazz Massive, Koop e Trüby Trio (tanto per citare i più famosi). Una scuderia di coolness che alle volte non si considera a sufficienza e da cui molti hanno attinto, magari inconsapevolmente.
Dopo tredici anni di onorata attività ecco la compilation autocelebrativa (e duecentocinquantesima uscita): si parte con la full version del remix di Beanfield del maestro Carl Craig (quasi dieci minuti di Nina Simone in acido supersoul da club); si prosegue con la vena caraibica di Todd Terje che remixa Laband (un ritorno a una chill-afro post 70), gli ammiccamenti morriconiani (che ricordano la bellissima compilation-tributo di qualche anno fa sempre su Compost) di Mangia amore, la profonda techno post-80 di Nova Dream Sequence, la bossa senza tempo dei maestri Koop. Un buon punto di partenza per farsi un’idea su cosa vuol dire underground nu-house. Per chi conosce già l’etichetta questa compilation non aggiunge molto (a parte l’anticipazione del nuovo disco di Ben Mono). Consigliata ai neofiti o a chi deve aggiungere stile a una qualsiasi serata. Lunga vita alla Compost!
(6.6/10)