
Guardate la tracklist del primo disco. Ci son tutti e tre: Peverett, Mr. V, Quentin Harris. La nuova trinità urban, ormai imprescindibile su qualsiasi dancefloor black oriented (ma quale non lo è/può essere?).
In pochi anni siamo passati dalla nu-bossa della Thievery Corporation (o dal chill out della premiata ditta K&D) al soul della West London. Moda passeggera? Per adesso il cambiamento è doveroso e –come in questo caso- fruttuoso. House definitivamente ancorata alle radici, all’anima che non smette mai pulsare. From disco to disco il nostro DJ lo dice espressamente: “I play music from every category as long as it’s good: quality timeless music, with big production”. Tanto per cautelarsi, insomma.
Proprio all’inizio del 2007 questa compilation sposta definitivamente le coordinate della musica da club, definendo il trend da seguire: 100% garage. Una tendenza che tra un po’ sicuramente muterà. Noi intanto ci siam dentro fino al collo. Se il polo nord è (ancora per quanto?) il dubstep, il polo sud rimane il profondo soul. Tra assoli cool (l’hammond in Not Far Away), backing vocals stilosi, richiami Soul Jazz (il remix di Louie Vega) e un tocco di percussioni afro (Love Is Everywhere), in due dischi si fa il punto della situazione. Noblesse oblige.
(7.0/10)