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Windmill - Puddle City Racing Lights (Melodic, 14 maggio 2007)

di Stefano Solventi

Album d'esordio per Matthew Thomas Dillon, ventiseienne da Newport Pagnell, cinquanta miglia a nord di Londra, più o meno. Quanto alla musica, le coordinate sono un po' meno semplici, ma non si rischia certo di smarrirsi: c'è il sogno totale dei tardi Mercury Rev e quello avariato dei Flaming Lips di mezzo, c'è l'afflato corale dei Polyphonic Spree a pettinare turbolenze Arcade Fire, ci sono stranianti decori elettronici e found voices che ricordano sia l'ipnosi videogame dei Grandaddy che il patchwork elettroacido dei Bran Van 3000. Soprattutto, c'è il piano a comandare quasi sempre la marcia, definendo assieme alla voce (un semifalsetto indolenzito non lontano dal più sghembo Wayne Coyne) e agli archi un senso di solitudine romantica, memore tanto dell'afflizione teatrale Big Star quanto dei vaticini lunari Waterboys (Boarding Lounges), salvo accendere spesso e volentieri caroselli dream-glam in sella al drumming roboante-robotico (nell'iniziale Tokyo Moon, nella cinematica Asthmatic, nella carezzevole Fluorescent Lights...).

Detto poi di una ballad che prefigura i Pavement più allampanati nell'antro del mago Linkous (Plastic Pre-Flight Seats), di una Replace Me che sciorina il fantasma di un gospel affranto e di quella Fit che benedice d'archi carezzevoli e sbuffi d'ottoni una emerita miscellanea Lips/Rev/Spree, non resta che prendere atto di questo lavoro sostanzialmente privo di soluzioni soniche originali ma dalla scrittura intensa, pienamente convinta delle angosce e delle visioni che mette in gioco.

(6.6/10)

 

  • rpsych/pop
  1. Tokyo Moon
  2. Boarding Lounges
  3. Fluorescent Lights
  4. Newsflash
  5. Plastic Pre-Flight Seats
  6. The Planning Stopped
  7. Asthmatic
  8. Fashion House
  9. Plasticine Plugs
  10. Tilting Trains
  11. Fit
  12. Replace Me