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Voxtrot – Self Titled (Beggars Group / Self, 1 giugno 2007)

di Andrea Provinciali

Dopo una manciata di EP che hanno scaldato gli animi di molti blog di tutto il mondo, annunciando i texani Voxtrot come il nuovo caso nell’universo indierock, ecco arrivare il loro omonimo album d’esordio non senza molta entusiastica attesa. Entusiasmo che però, lo diciamo subito, risulta fin dal primo ascolto sterile e pericoloso.
Se gli EP erano incentrati su un vivace indie-pop scarno e allegro impregnato di una certa attitudine lo-fi che strizzava l’occhio tanto alle classiche sonorità pop anni sessanta, quanto agli Smiths, Voxtrot invece risulta sì sempre muoversi su quella scia di vitalità pop, ma senza più quella bassa fedeltà di fondo e soprattutto senza più richiamare la band di Morrissey. Ci troviamo dinnanzi a canzoni allegre che non superano i quattro minuti di lunghezza, che devono molto all’immediatezza dei Beach Boys ma anche a quella leggerezza indie tipica di band come i primi Promise Ring, non senza marcate influenze brit-pop. Infatti una delle somiglianze più marcate è proprio quella con gli inglesi The Thrills, sia per il contesto musicale, ma soprattutto per l’evidente somiglianza vocale. Una produzione più attenta e curata ha sicuramente tolto ai Voxtrot quell’urgenza adolescenziale che aveva fatto la fortuna sulla breve distanza, facendogli però guadagnare in qualità sonora e stilistica.

È un disco come se ne sentono molti in giro. Dunque niente di nuovo. Però dobbiamo ammettere che almeno una buona parte delle canzoni è di buona fattura pop a presa diretta. Non sorprendetevi dunque se quest’estate vi troverete a ballare Kid Gloves o Firecracker sparate a tutto volume dal DJ del momento. Il divertimento è assicurato. Ma quell’alone di venerazione che si è creato intorno ai Voxtrot  speriamo svanisca in fretta perché per prima cosa, non c’è veramente niente di così speciale nella loro formula musicale per farli innalzare sull’altare del pop; secondo, tutto ciò potrebbe far montare la testa a questi giovani musicisti rischiando così di non fargli mai più scrivere una canzone come Every Night: esempio perfetto di come costruire una semplice ma immediata canzone pop. Sufficiente, ma rimandati al secondo disco.

(6.0/10)

 

  • indie-pop
  1. Introduction
  2. Kid Gloves
  3. Ghost
  4. Stephen
  5. Firecracker
  6. Brother In Conflict
  7. Easy
  8. Future Pt. 1
  9. Every Day
  10. Real Life Version
  11. Blood Red Blood