
Supernaturals Record One, ovvero la definitiva fusione tra il panzerkorps attack dei (fu) Kyuss e l’algida, distante ma insieme ferocissima musica da apocalisse dei primi Godflesh. Nel primo volume di una serie che si preannuncia interessantissima, l’incontro/scontro intestino al roster della SupernaturalCat produce una jam session completamente improvvisata per certi versi simile alla più famosa In The Fishtank. Protagonisti i già noti Ufomammut (da recuperare l’ottimo Lucifer Songs sempre su SupernaturalCat) e i prossimi esordienti Lento che se ne escono con un disco la cui chiave di lettura è tutta nei nomi delle formazioni: un suono compattissimo, pachidermico e dilatato eppure ricco di sfumature e dettagli.
Merito è indubbiamente della potenza di fuoco messa in campo: 4 chitarre, 1 basso, 1 drum-set e 1 synth disegnano estenuanti jam di doom rituale e groovey dall’immenso peso specifico, che sono sempre lì lì per esplodere nella catarsi finale. Ma a segnare lo scarto dalle miriadi di produzioni di genere è l’afflato ambient-spacey che pervade le sei tracce. I passaggi strumentali, anche i più pesanti, vengono sfibrati in una sorta di musica cosmic-trance per umanoidi, che innalza verso l’infinito musiche visceralmente terrene come il doom, lo stoner e lo sludge. Di questo approccio è ottimo esempio Maestoso, il cui monolite kyussiano si stempera in folate synth-ambientali vicine a certe cose di Jesu. C’è vita (forse) nello spazio profondo.
(7.0/10)