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Stafraenn Hakon - Gummi (Resonant / Goodfellas, maggio 2007)

di Edoardo Bridda

Con un pop intimista in prossimità al bionico, un afflato live da grande produzione floydiana, e soprattutto una pacifica grandeur islandese a tutto campo, Gummi potrebbe essere – lo è lo è – il Division Bell di casa Resonant. Il pamphlet consiste di un’ora e mezza di trasvolata googlemaps sopra l’isola con tutto – ma proprio tutto – a suonare esattamente come dovrebbe, anzi pure con una certa patina in più perché oltre c’è la storia ed è meglio andarsene con un certo decoro. Yorke e Martin tendono le mani (la radioheadiana Svefne la Coldplay-like Kvef). Sentimenti al calor bianco, luccichii di campanellini, animismo nordico, chitarre folkish e crescendi elfici, trilli glitch e polvere d’angelo a cadere dal cielo. Inutile citare i soliti quattro a paragone. Sono quelli e basta. Non li staremo a ripetere stancamente perché in questo quarto lavoro, la stella islandese sigla l’apice di un percorso personale che lo ha portato alla forma canzone, proprio come le nobili anime nordiche prima di lui. Una splendida torre sopra a una nuvola. Un cantautorato new age per gente che crede alla storia della natura amica e della fuga verso l’incontaminato. E dunque stappiamo le bottiglie perché il libro del post-rock diventato “affare Reykjavik” è stato dato alle stampe. Dietro di sé il profumo di un format d’umanità in strofe e placidi arrangiamenti ambient-folk-elettronici, la voce agrodolce di Birgir Hilmarsson (già Blindfold/Ampop) e quella nasale-ottanta di Efterklang Casper Clausen. Siamo buoni. Siamo morti. Adieu. (RIP/10)

 

islandic sound
    • Járn
    • Svefn
    • P-rofi
    • Rjúpa
    • Hausi
    • Kvef
    • Þurr Þurr
    • Glussi
    • Veggur