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Shy Child – Noise Won’t Stop (Wall Of Sound / Self,  25 maggio 2007)

di Edoardo Bridda

…E noi che sentite quelle sirene da ballosballo – Pressure To Come – stavamo giocando a chi era uscito prima se il primo singolo a firma Shy Child, Noise Won’t Stop (novembre 2005) o quello dei Klaxons (Gravity's Rainbow, aprile 2005). Il nu-rave dei secondi che aveva preceduto il synth rock dei primi e cazzate del genere. Il duo composto da Pete Cafarella (voce e tastiera a braccio) e Nate Smith (batteria) è nato in verità molto prima, nell’estate del 2000, all’epoca degli esperimenti del cantante/tastierista con gli Abcs e la realizzazione del live The Geopraphy of Dissolution, giusto prima della lavorazione del capolavoro Super/System (un lavoro che tra synth, dance e avanguardie wave assortite che avrebbe da dir la sua ancor’oggi). Protagonista d’ogni incrocio possibile che ha visto un synth protagonista, Cafarella, uno che è passato da Terry Riley con gli Abcs ai Duran Duran dei Supersysyem senza colpo ferire; niente super progetti da queste parti, piuttosto un side project ristretto a due fatto di teso wave-pop e kitchume anni Ottanta/Novanta, la wild side del synth a braccio (la keytar) in una formula White Stripes convertita ai rave con qualche song tra indie e synth lo-fi.

Rispetto a Please Consider Our Time, 2002, il seguito del 2004 One With The Sun, e tre singoli da allora a oggi in rapida sintonizzazione post-rave, gli Shy Child sembrano fare più sul serio con Noise Won’t Stop montando sul carrozzone della hard dance al passo del nu-rave reso famoso dai Klaxons e della wave danzereccia dei The Faint (oltre alle stesse esperienze del Caffarella). Drop The Phone, singolo uscito a febbraio accompagnato da un video sembra avere i numeri giusti: strofe à la El Guapo, tensione ritmica per tut del telefono, batteria e gorgheggi simil Roland 303, poi esplosione sottoforma di bordoni synth doppiata dalle pelli. Pressure To Come è ancora più tesa ma con meno mordente, idem per Kick Drum che gioca in sincope, rapping e vocals Supersystem e così via, per quasi tutto il platter, tranne quando i due si cimentano in indie-pop come Summer (proiettile di gomma carino, volutamente sfrontato Ottanta/ingenuo Sessanta), oppure nell’attacco synth punk alla CSS arcigne del singolo Noise Don’t Stop. Estemporaneo, non proprio freschissimo ma un passo nei dancefloor indie non glielo leva nessuno (p.s. in What it Feels Like compare dal nulla un reading dedicato a De Andrè in italiano. Non c’entra nulla. Non serve a nulla. Ma ve lo dovevo dire…).

(6.5/10)

 

  • keytar pop, wave
  1. Drop The Phone
  2. Pressure To Come
  3. Kick Drum
  4. Volume
  5. Generation Y (We Got It)
  6. Astronaut
  7. Good And Evil
  8. Noise Won't Stop
  9. Summer
  10. What's It Feel Like
  11. Cause And Effect