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Righeira – Mondovisione (The Saifam Group / Self, 2 febbraio 2007)

di Marco Braggion

Dopo più di vent’anni. Azzardare il ritorno sul pianeta terra. Ritornare con un bagaglio old school che non è più nostalgia. È storia. Il nuovo Righeira è un simbolo di quello che solo Bologna è stata. Pazienza, gli Stupid Set, il punk demenziale degli Skiantos, Radio Alice. Gli anni ‘80 eran tanto tempo fa? Non tanto. Qui si scopre che la cicatrice è ancora fresca. Anche se le avvisaglie si erano già sentite, di prepotenza, da tempo, qui si spara un colpo di cannone. Un disco che si rifà a Guy Debord in maniera sfacciata. La televisione, l’apparire, la verità è solo tutto falso. E come i Sex Pistols avevano dichiarato e rivoluzionato il rock, con il disvelamento della grande truffa, anche qui si costruisce un mondo fittizio, un grado zero dell’electro pop. Per ripartire.

Un concept sulla società post-reality, dove lo stato/chiesa non esiste se non passa sullo schermo (vedi il pop-kitch di Il destino di una nazione), dove l’individuo vive solo per i famosi 15 minuti warholiani (il ricordo post-house à la Subsonica di Tu sei sul video), dove il mezzo pervade tutto (vedi la citazione dei Kraftwerk nei primi secondi di apertura di Accendi la televisione). Ma non solo critica naïf: c’è anche il ricordo delle serate in cui si andava ‘a la playa’ che riemerge dal singolo uber-italo-ispanico (anticipato su My Space qualche tempo fa) La Musica Electronica, il pastiche nonsense con i backing che devono tanto alla lezione ottantiana di Battiato in Futurista e in Il numero che non c’è, l’urban electro-soul di Invisibile con la bella voce di Lubna che potrebbe stare nel prossimo Casino Royale, il post-punk di La Mujer Que Tu Qieres e il funkettone di China Disco.

Un riassunto di quello che è stato e di quello che sarà. Gli alieni son tornati e noi siamo pronti a ballare tutti i loro singoli. Un incontro ravvicinato del terzo tipo che osa sorpassare il cliché, che prevede una nuova invasione barbarica di paillettes, spalline e cerchietti. L’electro(ttanta)pop (non) è (ancora) morto. Viva i(l) re.

(7.0/10)

 

  • electro disco pop
  1. Accendi la televisione
  2. Inizio delle trasmissioni
  3. Tu sei sul video
  4. Futurista
  5. La musica electronica
  6. Il numero che non c’è
  7. Electro Felicity
  8. Invisibile (feat. Lubna)
  9. La Mujer Que Tu Quieres
  10. China Disco
  11. Die Wende (feat. DDR)
  12. Il destino di una nazione
  13. Mondovisione
  14. Fine delle trasmissioni