
La poetica da folletto nordico - chessò, una Hanne Hukkelberg - smarritosi chissà come in un mondo civilizzato vissuto con ingenuità e disagio – esemplare, a tal proposito, l’incontro-scontro tra l’arrangiamento classico e l’elettronichina post-90s di Little Neighbor o Simon Sent For Me.
Una classicità esibita classica (Alice And Sarah, Capricorn), vissuta indie (Ashes From Your Burning Land) che non può che ricordare Joanna Newsom o Colleen, non foss’altro che per l’utilizzo di strumenti – l’arpa, il violoncello – e una disciplina vocale mutuati dal folk tradizionale (la voce ricorda in più di un’occasione Vashti Bunyan).
Quando questi elementi si fondono naturalmente in un’unica, splendida canzone, vien da gridare al capolavoro (Fake Yer Death, Suicide Kiss (Because Dead)); e si è quasi tentati di credere che la giovanissima cantautrice di Baltimora, Maryland, Orion Rigel Dommisse sia venuta al mondo che già conosceva la canzone tradizionale perfetta, che già poteva cantare di amore, di morte, di vita. Dispiace, semmai, per certe stucchevolezze (l’arpa di Little Neighbor e Capricorn che sembra inseguire la formula vincente di Joanna Newsom) e alcuni incontri a metà strada solo in parte riusciti (che bisogno c’era di trattare elettronicamente alcuni suoni?). Comunque un grande esordio.
(7.3/10)