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Nancy Elizabeth – Battle And Victory (Leaf / Wide, 3 settembre 2007)

di Antonello Comunale

Nancy è una giovane ragazza inglese, originaria di Lancashire, che ha fatto il tipico apprendistato da folksinger anglosassone: una chitarra, la sua voce ed un pub. Poco più che ventenne ora approda su Leaf per un disco di debutto, che segue un EP a nome Nancy Elizabet Cunliffe. La Nostra si è vista però costretta ad abbandonare il suo cognome, perché i promoter trovavano che fosse troppo lungo per poterlo scrivere integralmente sui flyers e i banner pubblicitari. Troppo difficile anche da pronunciare correttamente. Evidentemente se gli americani hanno imparato a pronunciare “Lollobrigida” questo non vuol dire certo che il pubblico indie-rock di oggi giorno sia capace di dimostrare capacità fonetiche che vadano oltre il proprio idioma nativo. Sciocchezze per addetti al marketing, spazzate via con allegra disinvoltura dalla musica di Nancy.

Con lei potremmo fare lo stesso discorso fatto non molto tempo fa per Autumn Shade, ovvero che di ugole angeliche e folksinger sensibili sono ormai pieni i megastore. Da qui la necessità di risaltare con un proprio marchio, una personalità specifica, oltre che con una capacità di scrittura convincente. Nancy si allinea per forza di cose al cantautorato folk britannico, con quella eleganza e quella raffinatezza che i nativi di Albione sembrano avere marchiati nel proprio DNA. Sono sicuro che per lei si sprecheranno i paragoni con Joanna Newsom, per il solo fatto che qualche brano è costruito con l’aiuto di un’arpa. I riferimenti di Nancy vanno invece a scavare direttamente nel passato folk britannico stabilendo, quasi con presunzione, un ponte di raccordo con le Vashti Bunyan e le Sandy Denny, mettendoci appena un pizzico di nero celtico nello stile meno pesante dei Dead Can Dance di Into the Labyrinth edi certe sortite soliste di Lisa Gerrard.

Quando il cerchio si chiude alla perfezione Nancy azzecca piccoli anthem come I Used To Try, Off With Yourt Axe, e Hey Son o fascinosi e fatati paesaggi folk, come What Is Human, Lung e Electric. Rischia di essere presa sottogamba e dimenticata tra una folksinger e un’altra proprio per effetto della saturazione del mercato. Il fatto di costruirle addosso un’immagine che fa un po’ Colleen e un po’ Newsom non aiuterà di certo. Nei fatti però è molto più brava di tante altre.

(7.2/10)

 

  • folk
  1. I'm Like The Paper
  2. I Used To Try
  3. Off With Your Axe
  4. The Remote Past
  5. Coriander
  6. 8 Brown Legs
  7. Electric
  8. Hey Son
  9. Weakened Bow
  10. What Is Human
  11. Lung
  12. How Can I Stop?
  13. Battle And Victory