
Si rifà vivo Tim Holland, il patron della Anticon. Niente hip-hop stavolta, niente rapping da stream of consciousness, quindi niente Sole. Holland riprende il suo moniker da produttore-di-se-stesso e, come annunciato, pubblica un disco tutto strumentale, il suo primo album a nome Mansbestfriend ad uscire per la Anticon.
Quasi a voler dare una risposta netta a chi aveva dubitato della recente svolta pop dell'etichetta newyorchese, Poly.Sci.187 è un disco che concede ben poco alle frivolezze, sfoggiando uno stile inconfondibilmente avant, che lo rende affascinante quanto complesso e impegnativo. Ritmi irregolari e sghembi, sovrapposizioni asincrone di loop, la ricerca di sonorità lo-fi e una continua manipolazione dei timbri attraverso strumenti elettronici: in poche parole lo stile Anticon per eccellenza, sfuggente a qualsiasi definizione di genere, viene fuori in quest'album con tutta la sua forza corrosiva. Nella sfida lanciata all'hip-hop più conformista, quest'ultimo ne esce a pezzi, perdendo finanche le parole e rimanendo pura e semplice allusione sporadica. Così come il groove, sempre scomposto e trasformista, si distacca completamente dalla sua funzione principale e prevalente, il ballo, per affiancarsi agli altri elementi costitutivi della composizione in una dimensione puramente, si potrebbe dire, estetico-contemplativa. Né più né meno che un elemento stilistico, l'hip-hop viene affiancato a sonorità decisamente ambient (6 Million Wayz 2live), strumenti orientali e folklorici, registrazioni televisive (Spin The Humans), martellamenti industrial (High Noon And Sobered), divertissements electro (50 At 30; Firefish), in un collage fatto di tanti piccoli tasselli che trovano una propria coerenza soltanto se guardati da molto lontano e con una buona prospettiva di totalità dell'immagine. E' per questo che Poly.Sci.187 è un lavoro che si fa apprezzare sia nel particolare, interessante per la raffinatezza con la quale è curato, sia nel complesso, giocato su una bella rete di relazioni e rimandi, tra i suoni. Un lavoro che in apparenza può sembrare grossolano, ma che dopo alcuni ascolti si rivela l'esatto contrario.