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Kit – Broken Voyage (Upset The Rhythm / Goodfellas, 9 aprile 2007)

di Vincenzo Santarcangelo

Uno split con I portentosi Wives (PPM, 2003), uno con gli eroi del momento Deerhoof (Narnack, 2004) ed un ultimo con Captain Ahab & Rose For Bodhan (Hug Life, 2005) non possono che essere un ottimo biglietto da visita per un gruppo come Kit. Americanissimi - è facile immaginarli sedurre l’intellighenzia del sottobosco statunitense come un tipo di stampa europea - i quattro ragazzi di Oakland, California, nell’esordio discografico per la londinese Upset The Rhythm (ottima agenzia di booking, oltre che etichetta dotata di un curriculum di tutto rispetto) assecondano lo sfogo di uno scassatissimo indie rock che copula sguaiatamente con noise slabbrato ed effettistica rigorosamente low fidelity (Tethered Wing, Fake Broken Legs, Forest); no wave spastica ed esagitata (Flat Earth, Star Sign, Fixed Compass); free jazz anarcoide per strumentisti alle prime armi (Maps, Star Sign).

Sì che pare talvolta di trovarsi al cospetto di una versione pop dei Blood Brothers, talaltra di essere in compagnia degli ultimi Black Eyes in fissa con il free; sempre comunque con l’ombra dei God Is My Co-Pilot ad osservare dall’alto con espressione sorniona. Il tutto risulta a tratti indisponente, persino fastidioso (le stonature a tutti i costi in Nautical Lament): ma anche grazie ad una predisposizione innata per la melodia (la press sheet li definisce “a super-melodic experimental rock band from Oakland, California) faranno senz’altro vittime presso certuni segmenti di pubblico - il cui primo pensiero sarà quello di andare a visitare la pagina MySpace dedicata al gruppo.

(6.0/10)

 

  • indie freak rock
  1. Tethered Wing
  2. Fake Broken Legs
  3. Maps
  4. Flat Earth
  5. Star Sign
  6. Forest
  7. Night Time
  8. Coast Of Arms
  9. Nautical Lament
  10. Petty Tiger Tells
  11. Fixed Compass