
Il personaggio che ha cambiato le sorti del black-pop negli anni ‘90 (tra gli altri) è stato Tricky; poi, come tutte le stelle, si è spento in mille progetti e personalità disturbate. Ogni tanto qualcuno raccoglie i suoi spunti e li rivede, tenta di rappezzarli in maniere consone allo zeitgeist. Kalabrese (aka Sacha Winkler) ci prova in questo suo debutto, mascherando il tentativo di riappropriarsi dell’eredità del maestro dietro a una coltre di electro post-2K funkeggiante di chiara provenienza chill-out.
Il dub/rocksteady si fonde con il funk e con la tradizione jazzy della F-Communications in tutto il disco: downtempo rilassante nell’eccellente apripista Oisi Zukunft, il richiamo all’electrodavis nella bluesissima Auf Dem Hof, il ricordo (ormai quasi d’impiccio dopo le sfuriate LCD Soundsystem) dei Talking Heads in Hafenlied e in Hide, easytronica da spiaggia caraibica in Body Tight.
Il ragazzo di Zurigo costruisce un bel paesaggio di deep-minimal-soul rallentata, come ci piaceva qualche anno fa nelle compilation post-K&D della !K7. Un disco ben prodotto, featuring azzeccati e una tecnica ritmica assestata. I lati negativi sono la mancanza di singoli da brivido e la prolissità insensata di troppe tracce. Attendiamo che il giovane prenda sul serio la missione e che si stacchi definitivamente dalla defunta e impolverata afro-lounge dei ‘70.
(6.0/10)