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Jah Wobble – Heart And Soul (Trojan / Goodfellas, 19 marzo 2007)

di Giancarlo Turra

Uomo di talento John Wordle e tuttavia non esente da difetti, la smania di voler pubblicare a ritmi sfiancanti forse il peggiore. Tra scaffali e ricerche ne computo una trentina, live e collaborazioni escluse, certo di aver sicuramente tralasciato qualcosa. Ora, se a certe cadenze rischierebbero anche i Geni, volete che l’ex P.I.L. - che alla categoria non appartiene, pur avendola corteggiata da vicino - non cada? Puntualmente, nella dozzina abbondante d’anni che ci separa dal suo ultimo lavoro sul serio indispensabile (Take Me To God del 1994), ha alternato cose carine a una discreta quantità di scivoloni, culminati nel fervore di una conversione al cattolicesimo che lascia perplessi.

Tocca però dar atto a Jah (ehm…) di non essersi seduto sugli allori, d’aver cercato con costanza nuovi percorsi su quelle terre sonore di confine così moderne da esser a questo punto norma. Si avventura lì anche Heart And Soul, sovente mescolando l’amore per il dub alle suggestioni etniche assimilate allorché - ragazzino nei sobborghi di Londra - si perdeva dietro alla radio a onde medie. Un po’ muezzin (strepitose l’oscura Through The Mist And Up The Mountain e un’affilata Eternal Wanderer che stordisce come ai vecchi tempi) e un po’ profeta in levare (Lord Keep Me, una title track in odore di Clash circa Bankrobber), dispone nel mezzo l’alchimista stiloso e sicuro di sé e dei propri mezzi (Desolation, Whatever Happens, l’autobiografica I Remember That Time).

Sorprende, addirittura: butta lì del Bristol sound storto (The Sweetest Feeling, complice la voce di Clea Rose) e un quasi funk refrigerato (I’d Love To Take You), chiudendo così il cerchio col ringraziamento all’Immagine Pubblica nascosto tra le note di Blue Lines; si declina acustico (Appalachian Mountain) e s’adatta a un molle western (Take Me Home), infine si concede uno sfogo d’acido chitarrismo (Dust Bowl). Persuadendo, oltretutto, come non faceva da un dieci anni in qua. Nonostante peccatucci (sarebbe lui, sennò?) come una scaletta bisognosa di qualche taglio e l’uso a tratti smodato del vocoder, Wobble pare esser risorto (no: non faccio apposta…). Che lo dessimo per bollito troppo presto?

(7.2/10)

 

  • dub
  1. Desolation
  2. The Sweetest Feeling
  3. I Remember That Time
  4. I Remember That Time (version)
  5. And Some May
  6. Plainsong
  7. Through The Mist And Up The Mountain
  8. Eternal Wanderer
  9. Appalachian Mountain
  10. Take Me Home
  11. Dust Bowl
  12. Lord Keep Me
  13. As Dawn Breaks Over London
  14. Whatever Happens
  15. I'd Love To Take You
  16. I'd Love To Take You (version)
  17. Heart And Soul