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Isolation Years – Sign Sign (Stickman Records / Self, aprile 2007)

di Andrea Provinciali

Come al solito. Sono sette anni che gli svedesi Isolation Years propongono inalterata la loro formula folk-rock. Tanto quanto immutato è rimasto, purtroppo, anche quell’alone di anonimato che li circonda. Tre buoni album alle spalle, pochissimi riconoscimenti. A poco sono serviti il contratto con la stessa etichetta dei Motorpsycho e il lungo tour con gli (International) Noise Conspiracy. Nonostante i tre album finora pubblicati non abbiano mai portato nessuna rilevante rivoluzione nel loro suono, la loro successione è testimonianza di una maturazione qualitativa costante. Il loro è un rock classico tanto incline all’alt-country, quanto al folk, che negli anni ha acquistato lievi ma importanti sfumature pop.

A ciò non fa eccezione neanche questo nuovo lavoro della band svedese. Addirittura Sign Sign sembra ripercorre passo per passo il tragitto fatto fino ad oggi dalla band. Si passa dalle chiare influenze rock dei primi Wilco (Landslide) a quelle psichedeliche dei Motorpsycho (That´s All There Is), fino al più classico rock americano personificato di recente da un inesauribile Frank Black (The Monastery Waits). Come al solito non si respira atmosfera nordica in queste tracce. Siamo più vicini a certi paesaggi aridi e solari tipici della west coast americana, che il pensiero della Svezia fa alludere a un adulterio bello e buono.

Infatti l’unica vera novità rispetto ai loro precedenti lavori è proprio rappresentata dall’episodio più svedese e anche più riuscito dell’album: Albino Child, la canzone che apre l’album. Sembra uscita direttamente dalla penna dei loro connazionali Amandine; dunque un folk rurale malinconico dai toni cupi e sommessi che rinuncia a quella componente rock, costante di tutte le loro canzoni.  È tutto fatto così bene, tra tocchi di pianoforte, arrangiamenti di archi e di fiati mai inopportuni, chitarre sbarazzine che scaldano, cori e controcanti in puro stampo country, che come al solito però lascerà gli Isolation Years nel semi-anonimato. Ne siamo sicuri, purtroppo. Più che sufficiente. Come al solito, del resto.

(6.5/10)

 

  • folk-rock
  1. Albino Child
  2. Landslide
  3. That´s All There Is
  4. Mostroems Instrumental
  5. Daddy I´m A Pilgrim Now
  6. The Monastery Waits
  7. Say Nothing Day
  8. The Way Wasn´t Me
  9. Lonely View
  10. Sign, Sign
  11. Lugnet
  12. Soldiers On Leave