
Non ci avrei scommesso un centesimo, ma piace essere contraddetti da un disco. Di tutti i figli dei GYBE! gli HTSTA di Mike Moya erano stati fino ad ora i meno interessanti e i più squallidamente allineati sulle direttrici del gruppo madre. Un paragone con gli altri fratelli della nidiata canadese era semplicemente mortificante. Ma il vento del cambiamento in questo terzo disco ha un volto, un nome e una voce. E’ Brooke Crouser, che arriva direttamente dai Jackie O’Motherfucker per diventare rapidamente il secondo fulcro della band. Brooke cambia le carte in tavola e stravolge il classico sali-scendi post rock di Moya, per scioglierlo sotto i colpi di un generale mantello di organo, vero marchio sonoro di questo lavoro. Per forza che la traiettoria musicale cambia e si fa notare. L’umore del disco oscilla costantemente dal gotico allo psichedelico rétro. Entre La Mer Et L'Eau Douce messa come intro strumentale dice già tutto. Quando appaiono le chitarre disegnano per lo più raga rallentati, come un Ry Cooder che sonorizza la Monument Valley di Paris Texas e si intristisce poi in una cattedrale gotica mitteleuropea. Qui ci sono epiche romanze da nuovo millennio come Beau Villane e Haunted Pluckley, che non esplodono mai. Piuttosto si stemperano nell’organo uterino di Brooke, che in certi frangenti va pure a stuzzicare il ricordo di Ray Manzarek. I nuovi HRSTA sanno peraltro allestire piccoli e affascinanti strumentali. Paradisi zen come Tomorrow Winter Comes o sinistre partiture come Saturn Of Chagrin. Tanto che la cover di chiusura dei Bee Gees sembra uno sterile esercizio di stile. Comunque non c’è che dire. Una donna può davvero cambiare le cose. E farle alla sua maniera…
(7.0/10)