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Circle – Arkades (Fourth Dimension, 13 agosto 2007)

di Giancarlo Turra

Interessanti e non privi di originalità, i finnici Circle. Anche appesantiti da palese mancanza di misura, come attesta la dozzina di dischi sin qui pubblicata e come questo doppio live sottolinea. Registrazione di due spettacoli del 2005, uno presso la stazione radio americana WFMU e l’altro tenutosi in un club di Tampere, Arkades approfondisce il taglio più visionario della formazione, collocato dentro a panorami che echeggiano gli Ash Ra Tempel più malsani di Schwingungen ma si ricordano dei Suicide (evidenti nella traccia migliore del lotto: Ibizan Rambo), abitati da mantra vocali tra l’etnico e il patologico, nebbie di tastiere analogiche e gassosa effettistica. Una corda di tensione, tesa sopra un’espansione formale spruzzata di krauti e acido più muriatico che lisergico, mentre derive autoindulgenti si traducono da rischio latente in amara realtà.

Al loro meglio, i cinque ipotizzano dei Motorpsycho digiuni di Stooges e Sonic Youth e in ostaggio del loro ex collaboratore Deathprod. Nondimeno, il difetto di cui si dice in apertura prende spesso la mano e nel primo dischetto più che altrove: vocalizzi da sciamano stiracchiati e inciampi in una mal gestita ampollosità costituiscono l’incognita in perenne agguato, se si costruiscono brani di venti minuti attorno a una, due idee al massimo. Assai superiore il materiale proposto al pubblico di casa, l’accorparsi tra Ibizan Rambo e il nervoso levitare Maltan Haukka una tacca sopra la stordente Fuutikeri, riff hard Seventies sfumato dentro un incubo Doors-Faust che, ironico, ricomincia da capo. Non ho verificato, ma sono certo che Julian Cope sia un fan sfegatato di questo gruppo: scrivesse da queste parti, l’Arci Druido avrebbe fatto di Arkades uno dei dischi del mese.

(6.5/10)

 

  • kraut-progedelia
    cd 1
  1. The Greatest Kingdom
  2. The Ghost Of The Highway
    cd 2
  1. Maltan Haukka
  2. Ibizan Rambo
  3. Puutiikeri