
Torna sul luogo del delitto, questa combriccola ben assortita, dopo i lusinghieri riscontri del mini live Sounds Like a Sandwich (Smalltown Supersound, 2005). Ovvero, recuperano materiale inciso in quello stesso periodo (tra marzo 2005 e gennaio 2006) mettendo in fila così nove tracce argutamente feroci e lacerate. Cato Salsa Experience è una rock band norvegese dall'attitudine decisamente acida, mentre The Thing è un trio jazz scandinavo piuttosto avant. Quanto a Joe McPhee, è un sassofonista e trombettista americano classe '39, un'autorità in ambito free e avanguardia jazz. O, se preferite, una leggenda.
Quale sound può scaturire da un tale coacervo di forze? Immaginateli a bussare alla porta dell'inferno, che ogni tanto si schiude, e allora sono lingue di fuoco e frustate. Tra sgangheramenti strutturali, arguti rumorismi (corde scorticate, ululati di theremin, gracidii d'organo, sgocciolii elettronici) e riffoni spigolosi, trombe e sax si aggirano palleggiando grazia e strazio, precipitando le gloriose Louie Louie e The Witch (due cavalli di battaglia dei Sonics) tra grinfie diaboliche. Così come l'urlo uterino della Polly Jean Harvey diventa primordiale (Who The Fuck) e la Baby Talk firmata dal benemerito James Blood Ulmer si scardina in un tritatutto beefheartiano. Il respiro si allarga solo in occasione di You Ain´t Gonna Know Me ´Cos You Think You Know Me, processione mesta e solenne del mai troppo rimpianto Mongezi Feza, più o meno la tregua necessaria per arrivare alla fine di un disco che un po' mi sembra dirompente e un po' gratuito, come se questo saettare improvvisato e libero obbedisse a più cliché di quelli che vorrebbe abbattere.
(6.2/10)