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Casa – Vita Politica Dei Casa (Dischi Obliqui, 2007)

di Gaspare Caliri

È facile recensire i Casa citando gli Area. Fatto. Non se ne parli più. Ora ricominciamo.
I Casa sono un gruppo veneto che opera performance linguistiche del tutto simili a dei witz, i motti di spirito freudiani, dove c’è accostamento e contrazione straniante. Un witz “esploso” è la conclusione della spiccata propensione minimalista di Tutti Impazziscono per i Tuoi Occhi di Cammello ma Lui No (ovvero il titolo stesso del brano); lo è il refrain di Terry Riley (“I'm your fan but I'm not your friend”); sono sequenze di witz (generalizzando, con ampio margine di errore) le associazioni quasi libere – a farle libere sono capaci tutti, ma in Vita Politica Dei Casa c’è capacità di fare i “quasi” – che compongono i testi di tutte queste canzoni.
Non parliamo di lyrics solo perché esse sono in italiano. Sono i Casa a spingere l’attenzione dell’ascoltatore sui barocchismi vocali, che scivolano su un tessuto ritmico e a volta rumorista, sul contraltare musicale. Sono i testi a far parlare della musica del disco, perché si ha l’impressione di una ricerca di traduzione tra quel meccanismo linguistico sopra espresso e l’obliquità musicale di questo disco. Ma la traduzione non avviene nella superficie di ascolto - che per questo è vagamente dissonante - ma altrove, chissà dove.

Si ascolti poi Balletto Automatico (che “è per Erik Satie”) - un excursus tra almeno tre temi, tutti efficaci. Se i connettivi sono di sapore prog-, la disillusione della connessione è post-. C’è un lavoro sul riff tradizionale, pur nello sviluppo progressivo dei brani (o almeno riportabile agli anni ’70, se in Mozo, come a me pare, c’è il Faust’o di Suicidio), che fa pensare a presunti ascolti post- dei musicisti. Ma attenzione. L’obliquità dei riff che i Casa rivendicano per la propria musica è sì per spirito non troppo lontana da Tweez – ma i riferimenti non sono evidentemente gli stessi. Ci sono le avanguardie strombazzate ai quattro venti. E, giudicate voi se per fortuna o per peccato, la difficoltà di fruizione (che alle avanguardie a volte si attacca come il liquirone ai denti) è rimasta a casa.

(7.3/10)

 

  • post-prog/avant-wave