
CarterTutti non è altro che la coppietta dei (rinati) Throbbing Gristle, quella che ha messo depressione a Genesis P-Orridge quando, tanti anni fa, si è formata, ovvero Cosey Fan Tutti e Chris Carter. Ciò detto, ad alcuni parrà strano che un duetto tale possa produrre un disco di musica ambientale – e, per di più, che utilizza ogni escamotage a disposizione per sembrare un bel disco, un album rilassante. E invece questo è, Feral Vapours Of The Silver Ether, uscito per la Conspiracy International, etichetta (di Carter e Tutti, appunto) nata nel 1982.
Nell’ultima frase c’erano però almeno due particolari atti a far ricredere le aspettative, a ponderarle con la storia dei due e la profondità del tempo, cioè una data e il nome della label; entrambe le cose sono memori della separazione del trio industriale, foriera a sua volta della nascita, dal lato genesisiano, degli Psychic TV, mentre, dal lato dei piccioncini (Chris&Cosey), di dischi di synth-pop ma anche di qualche episodio di elettronica rarefatta, antenata di quella qui presente.
So Slow The Knife ha tanto di corno (l’invenzione arrangiativa migliore del disco, secondo chi scrive) ma anche voci da coro gregoriano (sintetizzate su tastiera); forse però è meglio di quando canta Cosey, che sembra in certi frangenti (Lowlands, che ha di interessante un basso dub interrotto) aspirare alla celestiale ugola che campeggia in Hosianna Mantra dei Popol Vuh (un esempio volutamente notorio).
In effetti l’afflato cosmico-naturalista è esattamente l’obiettivo di C&T, peraltro già dichiarato nel precedente Cabal (del 2004) e ora rivangato con visione ancor più trascendentale. A proposito di esempi da enciclopedia della musica, non si può non pensare alla musica ambientale per aeroporti di Brian Eno quando si ascolta Tom Window; o perfino a Nico (per melodia e timbro) seguendo la voce di Tutti in Woven Clouds. Le ultime tracce si aggiornano invece alla seconda metà del decennio Novanta, ridimensionando il respiro new-age su un’inquietudine più oscura (Black Dust). Rispuntano il dub, una pulsazione (funerea, ma più vitale del resto del disco), il corno (Feral Vapours); e il disco indossa un corpo ectoplasmatico, senza ali o aureole, guadagnandosi la sufficienza.
(6.0/10)