
Beck ci ha messo lo zampino con gli austriaci Binder e Krieglstein (prossimi ai circoli 'in' di Kruder & Dorfmeister, Dzihan & Kamien, Pulsinger & Tunakan ) . E poi anche i Residents, o una Niobe in vena di patafisici divertimenti. Passatempo-rompicapo, cubo dai mille quadretti colorati da riallineare, Alles Verloren macina stili e generi fino a farne scomparire impronte digitali e finalità espressive. Raupe è un charleston con tanto di banda paesana ad accompagnarlo nel cantato d'una vocina distorta e assorta. Alles Verloren è, invece, una bizzarra incursione nel reggae maggiormente contaminato con la eurodisco. E già avrete capito il grado di demenza esibito dalla nostra canzoncina. Il resto non è tanto da meno nel mostrare bizzarre contaminazioni fra generi col solo fine di straniare e divertire. Drink All Day, Monkey Disco, Pietons spaziano dalla disco anni '70 alla musica indiana, sempre condendole con spezie dub e trasformandole in ballabili sberleffi in note. Come dei Cornershop colti da demenza infantile, quale Cher totalmente sbronza e colta a cazzeggiare al vocoder (un decennio fa accadeva!), Binder & Krieglsten non mollano mai l'osso dell'only for fun. Renaldo And The Loaf più regolari e amanti del kitsch da eurofestival. Ecco cosa sono questi mattacchioni. Sempre attenti però all'arrangiamento creativo, e al ritornello azzeccato (l'indie rock di Smile è catchy come pochi di questi tempi).
(7.0/10)