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Almandino Quite Deluxe – Violent Potato (Wallace-Bar La Muerte / Audioglobe, maggio 2007)

di Stefano Pifferi

Un altro duo? Solo chitarra e batteria? Un lui (He) e una lei (She)? Ci sarebbe da spararsi in bocca, se in basso a destra non ci fossero dei loghi familiari; il primo è quello col faccione da reminiscenza cinematografica, l’altro quello del bar post-apocalisse più amato dagli italiani.
Signori e signore, from Bologna, Tennesse…Almandino Quite Deluxe!
Un duo minimale nella strumentazione e grezzo fino al midollo, fieramente lo-fi e con una idea fissa in testa: far sembrare Bologna un pezzo di America. E il bello è che ci riescono pure, nascosti dietro le loro belle maschere da wrestler che donano un ulteriore tocco di straniamento alla destrutturazione del corpo morto del rock, frantumato con attitudine garage-punk e ridotto a esangui brandelli di blues distorto.

In questi nove brevi pezzi prodotti da sua maestà Jim Diamond (Dirtbombs) in quel di Detroit, i due macinano blues-core con la grazia dei Pussy Galore, ovviamente, ma anche rock’n’roll d’annata alla Cramps (Witch Affair), schegge di garage lo-fi (Big Match), slide-guitars sparate a mille su giri psychobilly.

Il risultato finale è quello che ogni vero amante del rock si auspica: rendere i White Stripes un gruppo adatto solo ad un pubblico di fighetti in calore. Dopotutto questi due dichiarano esplicitamente in un pezzo di essere proud to play loud.

(6.8/10)

 

  • noise-garage-blues-core
  1. Violent Potato
  2. My Beautycase Is Full Of Bones
  3. Boozy Boogie
  4. Witch Affair
  5. I Luv R’n’Roll
  6. Blue Bottle
  7. Big Match
  8. Monomaniac
  9. Proud To Play Loud