
Gli anni passano velocemente, anche per i musicisti. E son già dieci da quando i due fratellini di Stuttgart hanno pubblicato il loro primo singolo 24 Seven. I suoni sono mutati profondamente da quel 1997 pieno di derive ‘90, pieno di incongruenze che sfociavano in una perdita di orientamento, nella riflessione post-acid jazz o nell’intimismo già declinante del trip hop. Pochi si son salvati dalla schiuma del tempo: tra questi Ali e Basti Schwarz.
Il doppio e succoso disco compilato per la ricorrenza si divide in due metà complementari: una compilation mixata con gusto sopraffino e una raccolta di remix di amici e conoscenti vari. Come già nelle compilation precedenti a questa (Misch Masch e il classico Fabric) c’eravamo abituati all’alta classe dell’accostamento. Qui non siamo da meno. La selecta mixata dai due va a battere nei territori a loro familiari e a noi - maniaci della techno - necessari: l’inno sensualissimo di Tuff Little Unit che sembra venuto fuori proprio da quegli anni in cui gli Everything But The Girl potevano permettersi di cambiare le sorti del groove con un riff e qualche synth, la deep house ultraclassica di Osvaldo (un ritorno al jack sound puro e nerissimo), una comparsata di Marianne Faithfull che sembra una Björk in vena post-wave (stupendo il ricordo dei tempi colorati a pastello della 4AD), il riffone rock di M.I.A. (che fa il verso alla Bertè italo-punk ‘80!), e poi altre mescolanze pre-DFA che consacrano il minimal a gesto estetico del dancefloor del decennio. Una compilation che mescola veramente tutto quello che abbiamo sentito e che ancora sentiremo. Un viaggio che parte dal pop e che arriva alle profondità nascoste della techno di classe. Less is more. Lunga vita ai fratellini krauti.
(7.3/10)
(PS: Il secondo disco contiene versioni originali e remix di anthem ormai notissimi. La ciliegina che completa degnamente il decennale).