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Mountaineer - When The Air Is Bright They Shine (Type / Wide, settembre 2006)

di Edoardo Bridda

Soul bianco e country vellutato. Ghiaccio a traboccare e un pizzico di deserto, brezze twang, un’oliva funk. Una miscela che profuma d’esotico, sole mare per un piccolo pubblico assonnato a riva. When The Air is Bright They Shine, lo dice già il titolo, è pop elegantemente classico, un po’ Lambchop in bossa un po’ Chris Rea e Chris Isaak. Crooning affogato tex-mex dalle parti di Howe Gelb per un album che è tutta una scoperta: quando lo senti compiaciuto si gioca la carta d’antan M Ward sotto forma di novelty song (A Town Called Ivanhoe, un country folk da cameretta per spazzole e xilofoni), quando te lo vedi già diretto verso un songwriting di genere (Don't You Miss Her) fa capolino un duetto lui/lei tra chitarra blues e jingle jangle d’effetti bofonchiati che è un puro incanto.

You Pay No Mind è la risposta alla ditta che fu Gelb/Calexico - ovvero Giant Sand - , una cartolina dall’Arizona come il brano che segue Morning Mist, cavallo di razza psych-rock per chitarre sciolte e briglia salda sul crooning più oppiaceo. A chiudere l’ennesima novelty in souplesse, un giro furbetto alla chitarra, un diesis al momento giusto, dettagli e poi lui vagamente Time di Prince.

In casa Type, Mountaineer ovvero il songwriter Henning Wandhoff e band, è un’ostrica nell’oceano ma non solo: questo è exotic pop di prima classe.

(7.2/10)

  1. A Town Called Ivanhoe
  2. A Line for Every Letter
  3. Eliza (A Day for Every Hour)
  4. Don't You Miss Her
  5. Leave it all Behind
  6. You Pay No Mind
  7. Morning Mist
  8. Ambassador
  9. Company
  10. Just a Breeze