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Luxluna - Borgoapocalisse (Anomolo Records, novembre 2006)

di Stefano Solventi

Al terzo lavoro per Anomolo Records - etichetta senza fini commerciali, il catalogo è a disposizione in download gratuito - i marchigiani Luxluna realizzano un concept sul paradosso dell'anomalia che diventa normalità. Narrano un affresco amaro e angoscioso in dieci emblematici “atti”, ravvivati da un sarcasmo sferzante che sfiora il grottesco e la comicità. Prima si attraversano otto situazioni conflittuali, paradigmatici teatrini di vita quotidiana (la “doverosa” prostituzione di una ragazza rumena al desco dell'occidente abbiente, la sublimazione dei due adolescenti nel codice iperminimale dei messaggini, la nevrotica crisi d'astinenza del consumatore compulsivo, la misantropica lucidità dello spazzino-filosofo, eccetera), poi una veggente ciarlatana tira le fila di sentenze crude(li) in un delirio mistico mariano, infine la chiusura in dissolvenza d’un eroe senza altra voce che il proprio girovagare di fisarmonicista apolide, senza altra ricchezza che una sopravvivenza sradicata e precaria.

Se le liriche si meritano pieni voti per intensità - l'interpretazione sempre sopra le righe però mai gratuita, spesso coinvolta fino alla commozione - ed originalità - vedi come riescono a rendere l'instupidimento verbale della “generazione sms” in :) - le musiche fanno altrettanto bene, adoperando con disinvoltura trame psych, funk-wave, gighe balcaniche, tango, folk ed electro. Per dire, Kant sciorina ballad folk-rock laconica come un Marlene Kuntz stemperato Leonard Cohen, Astinenza esala psichedelia ora attonita ora febbrile (un Marco Parente al crocicchio di Haight Ashbury), Zappertic è un collage di found sounds televisivi e perturbazioni digitali su tappeto di pianoforte, Il torto e la ragione consuma spasmi acidi con agilità disarmante, e così via. Il bello è che tutto si tiene perché il trapasso stilistico è funzionale allo spaesamento ambientale, al senso di babilonia etico-emotiva.

Forse le canzoni perdono un po' di senso ed efficacia se estrapolate dal progetto, ma neanche troppo in fondo (ad esempio, a mio avviso una Le campane nuove non sfigurerebbe in una ideale classifica indie-rock nostrana). Una delle più belle sorprese dell’anno.

(7.2/10)   

  1. Bambolina
  2. Kant
  3. Il torto e la ragione
  4. Astinenza
  5. Zappertic
  6. Fuggitivo
  7. Le campane nuove
  8. :)
  9. Maria dell'apocalisse
  10. L'eroe
  • Marco Fagotti - voci, chitarre, mandolino, piano, e-bow, sample programming, cori
  • Paolo Fagotti - piano, tastiere, cori
  • Archelao Macrillò - batteria, percussioni, cori
  • Alessandro Nardi - basso elettrico, fretless, cori
  • Omar Camilloni - fiati
  • Manooze - inserti elettronici in :)
  • Mauro Mercatanti - voce ne Il torto e la ragione
  • Carlo Baldassarri - fisarmonica in Fuggitivo