
Conosco Salvatore Borrelli per una serie di Cd-r capitatemi tra le mani nel corso dell’ultimo lustro, dove – anche per ammissione dello stesso autore – il “rumore” che ne scaturiva, riascoltato oggi, suona perlopiù fine a se stesso. Ma quelle erano prove generali obbligate per (Etre), che oggi esordisce “ufficialmente” per la Baskaru, label francese dall’artwork singolare (viene in mente la nostrana Snowdonia) che sostiene il Nostro in questo full lenght, A Post-Fordist Parade In The Strike Of Evens, undici tracce molto interessanti, ognuna con dedica a fronte.
C’è sicuramente un approccio dada all’elettroacustica, un modus inquieto, dna del soggetto, che si contorce in territori scuri, sinistri nei malati drenaggi post-fennesziani (quello di Instrument) dell’apertura Anathomy Of This Faded Flower (For Sarah Kane) e nella successiva From The Parallel Line, Before And After Me (For Faust), laddove l’incedere simil-dub pare proprio di genia Faust Tapes. Ma il nocciolo, occorre ricordarlo, è sofferente e trova ragione d’essere in Dogs From My Childhood: Multiple White (For Thomas Hirshhorn), un folk destrutturato che fa il palio con il jingle, sempre d’entroterra folk, di And You Are Free In The Icon Of Neuroric Realism (For Santiago Sierra).
Come chiusa ci soccorre il grumo isolazionista di When You Cry For The First Time On This Earth (For Antonio Moresco), uno spiraglio melanconico che prelude la traccia video – spassosissima - successiva.
Per irriducibili del suono.
(6.5/10)