Caratteri: [Small] [Medium] [Large]

The Death Of Anna Karina - New Liberalistic Pleasure (Unhip / Wide Records, 30 gennaio 2006)

di Nicola Bonardi

È singolare trovarsi a fare l'air-guitar sbraitando tra sé e sé un refrain che recita “It's Me And Wittgenstein Down By The Street By The Schoolyard”, è strano ritrovarsi a scorrere le pagine della Garzantina di filosofia per rinfrescare le proprie reminiscenze liceali e cercare di ricordare  il pensiero di Wittgenstein, e che relazione possa intrattenere con quello di una band di Carpi che viene dall'hardcore e la cui ragione sociale rimanda dritti dritti alla Nouvelle Vague. Ci si ritrova improvvisamente al centro di un crogiuolo di coordinate culturali e si ha la terribile sensazione di non essere all'altezza del gioco dei riferimenti, ci si sente tramortiti da cotanta potenza e spiazzati dal modo in cui viene somministrata.

Anna Karina, bellezza splendente: Godard ne rimase fulminato, e oltre a sposarla ne fece il ritratto dell'amore e della femminilità giocosa (“La femme est une femme”), salvo poi farla morire, come prostituta, nello scontro a fuoco fra magnaccia di “Vivre sa vie”. Senza voler scomodare il filosofico dualismo amore/morte, vien da chiedersi che musica avrebbero suonato i ragazzi optando per il primo, ma non sono la spensieratezza e i dolci tradimenti che vanno per la maggiore qua dentro.

Qui c'è l'urlo isterico di una caduta libera e senza ritorno, ci sono gli occhi spiritati di un pazzo che ha capito tutto, la morte che rende eterna la Bellezza, la consapevolezza di uno sguardo talmente lucido da lasciare senza fiato. Canzoni killer senza un capello fuori posto (e per questo tanto più sconvolgenti), cartucce sparate con gran fracasso senza mai mancare il bersaglio di un solo millimetro, sonorità studiate per essere quanto più taglienti e dirette possibile, sublimando in un'unica suggestione la breve esperienza degli At The Drive In, l'estetica screamo, gli Arab On Radar, ma anche, in lontananza i Faith No More più psicopatici e malati.

Il substrato hardcore di cui si diceva è evidente nella precisione metronomica, nella velocità di basso e batteria e nelle chitarre calibrate per essere fulminanti, ma è lo strabiliante uso delle tastiere a colpire in profondità, lasciando intatte nella mente melodie dal sapore - ehm… - cyber-gotico. Grande seconda prova di un gruppo che non esitiamo a candidare tra i migliori della nuova scena indie italiana e che sappiamo essere in grado, dal vivo, di travolgere come un treno in corsa dal nulla verso l'inferno. Che, quanto meno, è caldo e colorato.

(7.5/10)                      

  1. Me And Wittgenstein Down The Street By The Schoolyard
  2. Decapitation Decapitation
  3. The State
  4. Every Revolution Is A Throw Of Dice
  5. Simon Le Bon Against The Tradition (revisited)
  6. Kickin’ A Dead Pig Bag
  7. The Cure
  8. Castration
  9. I Hear The Seduction Of New Liberalistic Pleasures On Your CD
  10. Jlg And Anna Karina In A Bar
  11. Instrumental