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Barry Adamson – Stranger On The Sofa (Central Control International/Wide, giugno 2006)

di Stefano Renzi

Terminato dopo oltre quindici anni il sodalizio con la Mute Records, Barry Adamson, già membro di Magazine, Visage e dei Bad Seeds di Nick Cave, ricomincia da capo la sua avventura nell’industria discografica fondando una nuova etichetta, la Central Control International, il cui primo parto è rappresentato proprio dal nuovo lavoro, Stranger On The Sofa, album che interrompe un silenzio lungo oltre quattro anni.

Una carriera, quella solista di Adamson, durate la quale il bassista inglese ha più volte esternato la sua profonda passione per la musica di derivazione “cinematografica” realizzando colonne sonore per film veri e propri ed assemblando album che, in realtà, altro non sono che ipotetiche colonne sonore per pellicole immaginarie. Per entrare pienamente nel mood dei lavori del musicista inglese è quindi opportuno armarsi di fantasia ed immaginazione, cercando di elaborare mentalmente visioni che possano essere coerentemente associate ai suoi brani.

Un esercizio che in alcuni momenti di Stranger On The Sofa risulta abbastanza naturale, soprattutto quando ci s’imbatte in pezzi di stampo post dance (Free Love) oppure in più canoniche composizioni spy jazz (Who Killed Big Bird?), che rimandano immediatamente il pensiero ai migliori noir d’annata e che in tutti questi anni hanno costituito le fondamenta dell’Adamson pensiero. Ben più difficile è decifrare le molte, classiche ballate di stampo pop rock che affollano l’album, una tipologia di brano solitamente estranea ai lavori di Adamson, che stavolta costituisce invece una parte cospicua e basilare dell’album.

Canzoni che possono far venire in mente gli U2 ( Officer Bentley’s Fairly Serious Dilemma) così come lo Shane MacGowan solista (The Long Way Back Again), i Pulp (You Sold Your Dreams) anziché Divine Comedy (Theresa Green). Brani di buon livello ma senza dubbio spiazzanti per chi si è imbattuto in Adamson durante la prima fase della sua carriera oppure ne ha approcciato lo stile tramite ben più elaborati, complessi e umorali lavori quali Moss Side Story e King Of Nothing Hill.

Il risultato complessivo è in ogni modo discreto, anche se la scelta operata da Adamson lascia la porta aperta ad una duplice interpretazione: Stranger On The Sofa potrebbe rappresentare, infatti, il primo passo di svolta verso lidi e soluzioni più “accessibili” e commerciali ipotesi che però si scontra con la determinata scelta di tornare ad essere un musicista “indipendente”, oppure un album strettamente finalizzato alla promozione della sua nuova label, ma anche in questo caso non si capirebbe la scelta di rimanere in silenzio per ben quattro anni.

Rimaniamo con un grosso punto interrogativo tra le mani, a cui soltanto il buon Barry potrà rispondere in futuro.

(6.5/10)

  1. Here In The Hole
  2. The Long Way Back Again
  3. Officer Bentley's Fairly Serious Dilemma
  4. Who Killed Big Bird?
  5. Theresa Green
  6. The Sorrow And The Pity
  7. My Friend The Fly
  8. Inside Of Your Head
  9. You Sold Your Dreams
  10. Déjà Morte
  11. Dissemble
  12. Free Love