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Adem – Love And Other Planets (Domino / Self, maggio 2006)

di Stefano Renzi

Due anni fa, al momento della pubblicazione del suo primo album solista Homesongs, Adem Ihlan fu circondato da un coro unanime di consensi provenienti da critica e pubblico, pronti ad individuare in lui la prossima stella del firmamento nu folk. In realtà, quell’album pagava un prezzo troppo alto in termini di influenze verso certi cantautori americani dell’ultima generazione (Bill Callahan in primis) e, pur dimostrando di possedere un discreto slancio compositivo, allora sfociato nella creazione di alcuni piccoli gioielli acustici quali These Are Your Friends ed Everything You Need, non riusciva a convincere pienamente, stretto com’era nella morsa di referenti temporalmente troppo vicini per non risultare quantomeno ingombranti.

Il talento era però evidente e la scrittura, lineare, concreta, spesso di facile fruizione, faceva ben sperare per le future vicende discografiche del cantautore.

Aspettative che in larga parte vengono confermate dalla bontà di Love And Other Planets, album che segna un notevole passo avanti rispetto alle compassate atmosfere di Homesongs, consegnandoci un musicista finalmente capace di intraprendere e sviluppare un personale percorso stilistico. Un’evoluzione che non taglia completamente i ponti con il recente passato (di cui rimangono ampie tracce in X For Kisses, Sea Of Tranquillity, Warning Call, oltre che nella bellissima title track), ma che cerca invece di integrare le nostalgie di ieri con quello che è l’attuale sentire del musicista britannico, contraddistinto da inattesi slanci solari (Somenthing’s Going To Come), reminescenze del miglior Badly Drawn Boy (These Lights Are Meaningful) e dilatazioni proto ambientali capaci di riportare alla mente certe pagine del Mark Hollis solista (Last Transmissions From The Lost Missions). Anche l’elettronica, usata in Homesongs come elemento “invisibile”, acquista in Love And Other Planets un ruolo decisivo, diventando il perno attorno al quale ruotano alcuni dei momenti più affascinanti dell’album (Launch Youself e You And Moon).

Alla luce di tutto questo, piace pensare ad Adem Ihlan come ad un onesto e sincero artigiano della canzone che, se saprà mantenere così elevati i propri standard anche in futuro, potrebbe aspirare ad un posto di primo piano tra le fila dei migliori songwriter di culto.

(7.2/10)

  1. Warning Call
  2. Something’s Going To Come
  3. X Is For Kisses
  4. Launch Yourself
  5. Love And Other Planets
  6. Crashlander
  7. Sea Of Tranquility
  8. You And Moon
  9. Last Transmission From The Lost Mission
  10. These Lights Are Meaningful
  11. Spirals
  12. Human Beings Gather ‘Round