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The Banshee - Public Talks (Suiteside, 2006)

di Fabrizio Zampighi

Arrivano da Genova i Banshee, con un bastimento carico di punk, garage e più o meno tutto quello che gira attorno all’avere vent’anni. Il che significa nevrosi ritmiche in levare, riff di chitarra spesi quasi fossero monetine da dieci centesimi, refrain di facile presa, testi sputacchiati a mo’ di chewin-gum sfatto, irruenza incontrollata e incontrollabile. Come innalzare un monumento agli Hives giochicchiando con gli scambi anfetaminici dei Buzzcocks, suonare al campanello dei Franz Ferdinand con in faccia il muso strafottente dei Supergrass, prendere per i fondelli i Devo raccontando storielle sui Kaiser Chiefs.

Tutto il materiale viene miscelato abilmente col fine di rendere il giro di giostra divertente ma mai dannoso, tra coincidenze linguistiche e attacchi a vetriolo - Maybe Baby -,rimbalzi veloci - Talking To The Phone -,approccio ironico - So Long -,frenetiche variazioni strutturali - Candy Cane Guy - e in generale una smaccata propensione allo scazzo. Quella voglia di prendersi sul serio ma non troppo, splendidamente rimarcata dal ritratto in 3D - comprensivo di occhialini di rigore per tutta la band - riportato sulla copertina di questo Public Talks.

(6.9/10)

  1. Talking On The Phone
  2. So Long
  3. Games People Play
  4. Holiday Drink
  5. Candy Cane Guy
  6. City
  7. Maybe Baby
  8. Picture Moving
  9. Why Not
  10.  Panic At The Party