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Loscil – Plume (Kranky / Wide, 22 maggio 2006)

di Edoardo Bridda

Con il nuovo album Plume, Scott Morgan ricomincia esattamente dove il precedente First Narrows finiva: droni, musica cosmica, chitarre che diventano sintetizzatori (Fennesz), ritmiche quasi dub che si vogliono battiti del cuore sulla neve (Pan Sonic), strutture modulari (Terry Riley), atmosfere sci-fi per allunaggi interminabili (Eno).

Un magma molto simile dunque: il mood che fu della title track della scorsa fatica si replica, in pathos e nel caratteristico “rigonfiamento” avvolgente, in Rorschach, quello più narrato e panamericano di Brittle lo ritroviamo in Zephir e così via, per microvariazioni rispetto al classico Loscil sound, eccetto forse quell’unica probabile variante chiamata Chinook, dove par d’ascoltare i Tortoise a merenda con William Basinski.

Chiamatela musica per aeroporti, stazioni o basi di decollo, appellate come volete anche questo affascinante e tridimensionale bagno di luci colorate; quest’apostolo di Vancouver, seguendo alla lettera gli insegnamenti del messia Baptiste de la Salle, viaggia sull’astronave Discovery verso Giove, e finché esisterà la contemporaneità esisteranno anche le sue sonorità per ambienti, che sono e rimangono ottima musica.

(7.2/10)

  1. Motoc
  2. Rorscach
  3. Zephyr
  4. Steam
  5. Chinook
  6. Bellows
  7. Halcyon
  8. Charlie
  9. Mistral