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Foto di Mark Bruko (brm@libero.it)

Live: Terry Riley + Matmos + Stefano Scodanibio + Alter Ego - Auditorium Parco della Musica, Roma (2 novembre 2006)

di Andrea Monaco

Nel cartellone 2006 del Romaeuropa Festival, la prima assoluta della collaborazione tra Terry Riley e Matmos è stato senz’altro l’evento che ha destato maggior curiosità ed attesa. Un incontro che sulla carta non poteva che far fantasticare su chissà quali nuovi scenari musicali, vedendo riuniti uno dei padri del minimalismo e uno dei gruppi più originali della nuova scena elettronica. Ed in effetti, considerato in sé, il concerto ha pienamente saziato gli appetiti del pubblico, mentre la collaborazione vera e propria è stata una leccornia non portata a tavola: difatti il contributo musicale di Daniel e Schmidt è stato decisamente marginale, mentre i loro visuals hanno costituito l’ideale controparte visiva della performance.

Il concerto è stato diviso in due parti con l’esecuzione di altrettanti brani: The Slaving Wheel Of Meat Conception (riarrangiamento di Keyboard Studies) e l’epocale In C. La prima composizione è stata un vero balzo indietro in quegli anni 60 quando “contaminazione” era la parola d’ordine. Difatti il brano è suddiviso in diverse sezioni, ognuna delle quali focalizzata su un differente tipo di musica: dopo l’inizio minimal-reichiano l’excursus ha toccato il jazz, la classica contemporanea, la musica sacra orientale ed occidentale (con un ispiratissimo Riley a piano e voce). I Matmos contribuiscono con interventi irrilevanti se non in una particolare sezione in cui viene concesso loro un “assolo” (se così si può definire) in cui si scatenano finalmente in un fiume di glitch. Sebbene molto interessante la composizione manca di un centro di gravità e risulta in definitiva un po’ dispersiva, anche a causa dei collegamenti a volte bruschi tra una sezione e l’altra. Molto più “minimalista” la parte video, in cui vengono mostrati oggetti di forma circolare, di natura disparata, “dissolti” continuamente l’uno nell’altro.

L’attesissima In C è senz’altro la parte più trascinante del concerto, con uno straordinario interplay tra i musicisti: il veterano Stefano Scodanibio (già collaboratore di Riley) e l’ensemble Alter Ego, habitué degli ambienti minimalisti. I Matmos ancora una volta vengono relegati ad un ruolo trascurabile che non valorizza affatto la loro creatività: il loro compito è quello di sostituire i piatti delle percussioni, assenti, con dei suoni elettronici (già utilizzati in The Civil War). La perfetta esecuzione è anche stavolta pienamente supportata dai visuals, che mandano in loop spettacolari immagini luminose, passando da pixellosissimi mix colorati vintage all’affascinante ragazza in fiamme che si fonde con la sua immagine speculare.

Insomma, un concerto dalla forte carica espressiva, ma che non ha lasciato abbastanza spazio per una ventata d’aria nuova, che si spera possa entrare poco a poco, riportando lo stesso entusiasmo di sperimentazione ed innovazione che animò all’epoca questi capolavori.