
Il titolo di questo secondo album dei Dresden Dolls nasce da una vicenda del 1897: una bambina di otto anni, Virginia O' Hanlon, scrive al direttore del New York Sun, Francis P. Church, chiedendogli preoccupata lumi sull'esistenza di Babbo Natale, l'editoriale che ne scaturisce ottiene subito una vasta eco per la dolcezza discreta delle parole e l'umanità del contenuto: “Si Virginia, Babbo Natale esiste anche se non lo puoi vedere, esattamente come l'amore, la generosità e la devozione, le cose più vere del mondo sono quelle che né i bambini né gli uomini possono vedere.”
Una bambina romantica come solo i bambini possono essere, ma anche sveglia e pragmatica come un adulto non sarà mai fino in fondo e un adulto che capisce l'urgenza che muove la domanda da lei posta e non la lascia cadere nel vuoto.
Probabilmente la stessa urgenza che muove Amanda Palmer sui tasti del pianoforte, mentre la sua voce non smette mai di cantare, obbligando il compagno Brian Viglione a seguirla in un turbine preciso di colpi, quasi a fissare dei punti fermi nella sua ossessiva ricerca di risposte. Anche la musica appartiene al mondo delle cose invisibili e imprescindibili, ma i bambini crescono e non si accontentano e i cambiamenti del corpo e le pulsioni del sesso prendono la scena per sé obbligando il resto ad assecondarli. Ci troviamo così all'interno di un disco le cui parole chiave sono “boys” “girls” e “fuck”, ma, attenzione, la malizia è bandita. Ecco la dimensione punk del duo, oltre all'anacronismo celebrato nel precedente omonimo lavoro e alla furia di alcune cavalcate pianistiche: l'assoluta spregiudicatezza nel porre il corpo al centro della propria poetica senza il pudore che la società e la religione pretendono vi sia connesso e il fatto che sia una donna a farlo.
E allora Sex Changes, ovvero il miglior modo possibile di inaugurare un album, con il chorus di Boys And Girls dei Blur portato di peso nella dimensione drammatica di un cambio vero di sesso e piano e batteria a distillare adrenalina pura; o la geniale filastrocca di Shores Of California in cui è la differenza tra maschio e femmina nel vivere il sesso a capitalizzare l'attenzione, o ancora First Orgasm il cui titolo è bastato, da solo, a far inorridire le catene Wal Mart. Chiude la dolcissima Sing ed è l'unica risposta che Amanda riesce a trovare: un canta che ti passa, anche se non passa niente, canta per tutto e per tutti, per i bambini che sparano ai bambini, come per i terroristi e per gli insegnanti che non ti lasciano cantare, perché la vita non è un cabaret e cantare “It's like fucking except you don't fuck”.
(7.5/10)