
Si parla continuamente di decadenza. Che ormai il suono Morr – che più di ogni altro ha saputo traghettarci dalle nebbie del post rock alle inquietudini del terzo millennio – è bollito, vecchio, ingessato. Che l’etichetta berlinese non fa uscire più bei dischi dai tempi di Scary World Theory dei Lali Puna. Che.
E poi arriva la sorpresa. I Contriva. Un curriculum discreto alle spalle e un nuovo lavoro – Separate Chambers – pubblicato da Morr. Che suona – pure questo – come un album dei già citati Lali Puna. Dove però al posto di drum machine e sintetizzatori ci sono chitarre e amplificatori valvolari, pelli di batteria ammaccate e tastiere, plettri consumati e bacchette di legno. Ma una certa affinità elettiva col meglio della scena indietronica si sente. Anche perché poi scopri che Max Punktezahl, il chitarrista, è stato in tour con i Notwist, che vuol dire ancora Lali Puna, che vuol dire indietronica, che vuol dire Morr Music. Una sorta di cerchio che si chiude, quindi. Una famiglia allargata che non nega ai nuovi arrivati un posto al proprio tavolo.
I Can’t Wait è il controcanto acustico e live dei Ms. John Soda, ma con maggior enfasi melodica e un minor tasso di banalità al glucosio. La saltellante No One Below è una marcetta cinematografica in notturna che sa di polvere e malinconia. Say Cheese è una ballata folk strumentale che poi si inoltra in visioni psichedeliche. Tre esempi di un lavoro che sa dire la propria in tre situazioni diverse – il pop, il post rock, la ballata. Tre esempi tratti da un album che piace. E non poco.
(7.0/10)