Sentireascoltare.com - I Migliori dell'anno
1. Matmos - The Rose Has Teeth In The Mouth Of A Beast(Matador / Self, 9 maggio 2006)
di Edoardo Bridda

Trema un po’ la penna a scriverlo: The Rose Has Teeth In The Mouth Of A Beast è l’album più compiuto della carriera dei Matmos. La reinvenzione del sound chimico-meccanico delle origini. La quadratura del cerchio.

2. Hidden Cameras - Awoo (Rough Trade / Self, settembre 2006)
di Stefano Solventi

Joel Gibb e compagni compiono il tour definitivo nel loro giardino di marzapane, riuscendo nell’impresa di stupire ripetendosi, grazie alla forza d’animo e alla freschezza.

3. Xela - The Dead Sea (Type / Wide, 30 ottobre 2006)
di Antonello Comunale

Nuovo disco per Xela, tra rumori d'ambiente, mareggiate digitali, screziature acustiche e citazioni horror. Il padrone di casa Type torna con un piccolo White Album ad uso e consumo della generazione drone folk.

4. Scott Walker - The Drift (4AD / Self, 8 maggio 2006)
di Antonio Puglia e Teresa Greco

A undici anni da Tilt, Scott Walker ritorna con un’opera assolutamente contemporanea, che verte sulla tragicità della condizione umana nutrendosi della fascinazione, sottile e profonda al tempo stesso, del dolore.

5. Echran - Self Titled (Ebria - Small Voices / Wide, 2005)
di Daniele Follero

Il fascino di un mantello glacialmente avvincente. Trame minimali e ripetitive, tra clangori pansonici e rumorismo. Una tensione sorprendente che scavalca ogni rischio di noia, per una grande produzione indie nostrana.

6. Pere Ubu - Why I Hate Women (Glitterhouse / Venus, 19 settembre 2006)
di Edoardo Bridda

Caroleen è avant punk nudo e crudo. Babylonian Warehouses, un reliquario Joy Division. Texas Overture è blues-rock in bitume radioattivo... Se i Pere Ubu reinterpretano la new wave, sono tutto meno che datati.

7. Tv On The Radio - Return To Cookie Mountain (Interscope - 4AD / Self, 30 giugno 2006)
di Antonello Comunale

Il secondo disco di Sitek e soci ripaga di una lunga attesa e aggiorna, migliorandolo, il loro standard post moderno, fregiandosi di ospiti illustri come David Bowie.

8. Vert - Some Beans And An Octopus (Sonig / Audioglobe, ottobre 2006)
di Edoardo Bridda

Trasformatosi in eclettico à la Waits coniugato Beck, Vert aggiunge un prezioso capitolo all'electroshifting con un album stilisticamente ricercato, ma al contempo capace d’intrattenere semplicemente come una raccolta pop.

9. Fiery Furnaces - Bitter Tea (Fat Possum / Self, 14 aprile 2006)
di Antonio Puglia

Un album - quasi una pièce - che vive tanto dei singoli episodi, quanto del loro scorrere continuo in un flusso ultra-psichedelico di suoni, trovate, invenzioni, in un calderone schizofrenico di stili: questo è Bitter Tea dei Fiery Furnaces.

10. Cibelle - The Shine Of Dried Electric Leaves (Six Degrees, luglio 2006)
di Stefano Solventi

Catalizzatrice di talenti disparati, duttile musa di una folktronica tropicale misteriosamente avant, bagnata di bossa e jazz istintivo, con il secondo album, Cibelle dimostra d'essere cresciuta e in crescita.

11. Joanna Newsom - YS 2006)
di Marina Pierri

Voce di bambola in una bolla di vetro. L’arpa come uno stillicidio di particelle elementari, misteriose, dimenticate. La tradizione che collassa nella modernità, producendo avanguardia pop.

12. Christina Carter  – Lace Heart  (Many Breaths Press, cdr giugno 2006) Electrice  (Kranky / Wide, 18 settembre 2006)
di Antonello Comunale

Le sue chitarre migliori e le sue parole più dolci. La doppia Christina del 2006 è probabilmente irripetibile.

13. Fabio Orsi - South Of Me (CD 3’ Foxglove, ottobre 2006)
di Vincenzo Santarcangelo

Dopo Osci e l'EP I'm Here, l ’elettronica umanistica del musicista pugliese doveva fare i conti, in uno svincolo cruciale, con la figura e l’uomo Alan Lomax. Ecco l'incontro/scontro con l'etnomusicologo americano.

14. Keith Fullerton Whitman - Lisbon (Kranky / Wide, marzo 2006)
di Antonello Comunale

Un oggetto strano (e perciò prezioso), che confina a nord con il minimalismo classico, a sud con l’elettronica glitch, a ovest con la musica cosmica e a est con l’improvvisazione elettroacustica. 2006: Odissea nel suono.

 

15. Johnny Cash - American V - A Hundred Highways ( Lost Highway, 4 luglio 2006)
di Antonio Puglia

L'ultimo episodio della serie American Recordings è anche il più intimo e sentito, a un solo passo dalla fine. Il grande addio dell'Uomo in nero.

16. Built To Spill - You In Reverse (Warner Bros. / WEA, 11 aprile 2006)
di Marina Pierri

Pop psichedelico che sa quasi di math rock, tappeti geometrici di sezioni strumentali analogiche, girotondi infantili e voci in coro. Martsch e soci ritornano dopo cinque anni con un quinto lavoro che profuma già di disco dell'anno.

17. Tom Waits - Orphans : Brawlers, Bawlers & Bastards (Anti / Self, 17 novembre 2006)
di Teresa Greco

Tra inediti e rarità divise per tematiche, Orphans esemplifica quel senso di sottile vertigine che coglie l’ascoltatore a ogni nuovo parto del musicista californiano, mentre ci si chiede a quale delle sue versioni ci è dato di assistere di volta in volta.

18. Current 93 – Black Ships Ate the Sky (Durtro-Jnana / Goodfellas, 29 maggio 2006)
di Antonello Comunale

A sei anni dall'ultimo disco, David Tibet ritorna circondato da una folta schiera di collaboratori con un'opera che riporta dalle parti di Thunder Perfect Mind e All The Pretty Little Horses. L'apocalisse umana in una perfetta maturità artistica.

19. Nathan Fake – Drowning In A Sea Of Love (Border Community / Audioglobe, 20 marzo 2006)
di Edoardo Bridda e Marco Braggion

Un esordio che ammalia dicendo tutto il noto con il giusto ignoto, capace di giocare in economia ottenendo il massimo risultato emotivo. Nathan Fake, l'alterità aliena di Norfolk.

20. Volcano! – Beatiful Seizure (Leaf / Wide)
di Edoardo Bridda

L’esordio di questo power trio inaugura un inedito filone chitarristico all’interno della Leaf, con un free rock robusto e coriaceo, tra no wave, dissonanze Dischord, echi beefheartiani e psych.

 

 

Crime In Choir - Trumpery Metier (Gsl Records / Audioglobe, 17 dicembre 2006)
di Gianni Avella

Sono su Gold Standard Labs e parlano con cognizione di causa il vecchio idioma prog. Lontani dalle contaminazioni hard-core dei compagni di scuderia, Mars Volta, i Crime In Choir riconciliano con la tradizione degli Hawkwind e dei Gong.

Lee Hazlewood - Cake Or Death (BPX1992, 4 dicembre 2006)
di Teresa Greco

Quello che dovrebbe essere il disco di commiato dell'ultimo genio del pop si rivela un'autocelebrazione di lusso, ironica e beffarda soltanto come Mr. Hazlewood sa essere.

Svarte Greiner - Knive (Type / Wide, novembre 2006)
di Edoardo Bridda

L'ultima - e ancora una volta valida - uscita Type 2006 è a firma di una delle metà dei Deaf Center, tra doom folk, ambient scura e un campionario concreto di suoni legnosi e metallici.

Flying Lotus – 1983 (Plug Research / Wide, novembre 2006)
di Edoardo Bridda e Gaspare Caliri

Colpisce il gusto nero con cui l’elettronica bianca diventa di nuovo cioccolato fondente (e sexy), stupisce che la granella dei pixel si veda ancora senza imbarazzi eppure sia così soffice. Zucchero filato. Molto più che lounge music.

Beach House – Self titled (Carpark / Goodfellas, 3 ottobre 2006)
di Manfredi Lamartina

Questo esordio sulla lunga distanza della band di Baltimora aggiorna le emozioni dello slowcore, innervandone le strutture di rimandi psichedelici vicini per alcuni aspetti ai sogni senza tempo del dream pop.

M. Ward - Post-War (4AD / Self, 4 settembre 2006)
di Stefano Solventi

Tra i soffici tremori e le fragili allegrie di un dopoguerra neanche  troppo immaginario, Ward torna a incantare e commuovere con un retrogusto di resa.

Celebration - Self Titled (4AD / Self, 24 febbraio 2006)
di Antonello Comunale

Il ritorno dei coniugi Katrina Ford e Sean Antanaitis per un nuovo progetto su 4AD, Celebration. Un vorticoso tour de force che puzza di no wave, funk, acid rock e follia continuamente sul punto di esplodere.

The Drones- Gala Mill (ATP / Goodfellas, 24 ottobre 2006)
di Stefano Pifferi

Terra, sangue, radici, stomaco e cuore. The Drones tornano alle origini, cantando tra folk e Murder Ballads i loro luoghi e le storie di chi vi ha vissuto.

Ekkehard Ehlers - A Life Without Fear (Staubgold / Wide, 8 maggio 2006)
di Michele Casella

Il nuovo Ekkehard Ehlers: blues ed elettronico, esotico, tribale e maledettamente jazz... quando il cerebrale si fa carnale.

Giuseppe Ielasi (Häpna / Risonanza Magnetica, maggio 2006)
di Vincenzo Santarcangelo

Sinfonie apocalittiche per un’architettura quasi immateriale. E poi microdub, nubi metafisiche, dimensioni altre... Cinque brani per un artista al massimo delle proprie potenzialità.

Loscil – Plume (Kranky / Wide, 22 maggio 2006)
di Edoardo Bridda

Nel ripresentare gli elementi del precedente First Narrows, il nuovo album di Scott Morgan procede per microvariazioni verso un risultato affascinante, un magma tra classico stile Kranky e Eno.

Franklin Delano - Come Home (Ghost / Audioglobe, 6 ottobre 2006
di Antonio Puglia

Saltare con entrambi i piedi nel territorio della canzone americana è una mossa assai rischiosa, specialmente se si gioca fuori casa. La scommessa - vinta - dei Franklin Delano.

Swan Lake – Beast Moans (Jagjaguwar / Wide, 21 novembre 2006)
di Antonio Puglia

Cosa succede se si mettono insieme tre musicisti provenienti da apprezzate band canadesi - Destroyer, Wolf Parade, Sunset Rubdown - e la Jagjaguwar? Proprio quello che ci si aspetta dalla somma delle parti. E anche qualcos’altro.

Thom Yorke - The Eraser (XL / Self, 9 luglio 2006)
di Antonio Puglia

Tra sostanziali conferme, il primo album a nome del leader dei Radiohead porta su un piano più sopportabile e umano le aspettative intorno al gruppo di Oxford, con il naturale conforto che solo la dimensione solista può dare.

Frida Hyvönen - Until Death Comes (Secretly Canadian / Wide, ottobre 2006)
di Stefano Solventi

Una femminilità struggente e lunatica, una voce che staziona a metà strada tra Laura Nyro e Carole King. Cocciutamente demodé al punto da calcare una vivida post-modernità, Frida Hyvönen è un altro nome da segnare sul taccuino.

Casiotone For The Painfully Alone - Etiquette (Tomlab / Wide, 2006)
di Edoardo Bridda

A distanza di ben tre anni dal precedente Twinkle Echo, Casiotone For The Painfully Alone ritorna maturato e circondato di amici con il lavoro più adulto e prodotto della sua carriera.

Wolf Eyes - Human Animal (Sub Pop / Audioglobe, 26 settembre 2006)
di Daniele Follero

Cosa c’è oltre il rumore bianco? Dove si può arrivare dopo aver superato la soglia del dolore dell’udito umano? Quello dei Wolf Eyes è un paesaggio sonoro spaventoso sì, ma anche tanto affascinante.

My Latest Novel – Wolves (Bella Union / V2, 2006)
di Manfredi Lamartina

C’è una sensazione precisa che accompagna l’ascolto delle dieci canzoni di questo lavoro: sembra di trovarsi di fronte ad un disco che potrebbe seguire la sorte degli Arcade Fire.

Niobe – White Hats (Tomlab / Wide, 26 giugno 2006)
di Daniele Follero

Per il successore di Voodooluba, la cantante tedesco-venezuelana si mette a nudo e per la prima volta fa risaltare la sua voce, unendola a un’intelligenza musicale sopra le righe e svincolata dalle etichette.

Matthew Herbert - Scale (!K7 / Audioglobe, 29 maggio 2006)
di Valentina Cassano

Smoking da gran sera per Mr. Matthew Herbert, che accompagna l'orchestra in disco. Quando la musica concettuale incontra l'immediatezza del pop.

Beth Orton - Comfort Of Strangers (Astralwerks / EMI, 7 febbraio 2006)
di Valentina Cassano

Smessi i panni di incantevole voce della folk-tronica inglese anni Novanta, Beth Orton lascia a casa Orbit, Chemical Brothers e l'elettronica, per riscoprire il folk, suo primo amore, insieme ad un "illustre sconosciuto", Jim O'Rourke.

guiLLeMoTs - From The Cliffs / Through The Windowpane (Naiv-Poldor / Self, 2006)
di Antonio Puglia

Quando c’è da creare fenomeni, i media inglesi non si tirano certo indietro. Nel caso degli esordienti guiLLeMoTs, viene quasi voglia di dar loro ragione...

Mountaineer - When The Air Is Bright We Shine (Type / Wide 10 ottobre 2006)
di Edoardo Bridda

Soul bianco e country vellutato, una miscela che profuma d’esotico, pop elegantemente classico per un disco di gran classe in odore dei Giant Sand che furono.

Yo La Tengo – I Am Not Afraid Of You And I Will Beat Your Ass (Matador / Self, 12 settembre 2006)
di Antonio Puglia

Vaudeville, lounge-pop, brass music, funk-soul e due memorabili cavalcate incendiarie. Con rara ispirazione e schizofrenico coinvolgimento, la band di Hoboken sforna uno dei capitoli più vari e ambiziosi della propria saga. Ed è uno strike.

Adem – Love And Other Planets (Domino / Self, maggio 2006)
di Stefano Renzi

Onesto e sincero artigiano della canzone o prossima stella del firmamento nu folk? Aldilà delle aspettative, il secondo album di Adem mette le cose in chiaro, aprendo luminose speranze per il futuro...

Studiodavoli - Decibels For Dummies (RecordKicks, 20 marzo 2006)
di Lorenzo Filipaz

Decibels For Dummies, ovvero la rivendicazione di un italian style internazionale ed europeo, come nei ’60 di Sergio Leone e Michelangelo Antonioni, di Piero Piccioni e Piero Umiliani. Quando il made in Italy ridisegna l’optical e l’art nouveau.

Isobel Campbell & Mark Lanegan - Ballad of the Broken Seas (V2, gennaio 2006)
di Stefano Solventi

Mark e Isobel si prendono per mano, invitandosi l’un l’altro a fare quattro passi nell’altrui ossessione. Una sintesi strana, malferma, carica tuttavia di fascino scuro.

Make A Rising - Rip Through The Hawk Black Night (High Two, 7 giugno 2005 / Goodfellas, 2006)
di Lorenzo Filipaz

Da Psychedelphia il sensazionale debutto di questo combo di freaks, tra Need New Body, Fiery Furnaces, prog inglese e lisergia losangelina.

David Thomas Broughton – The Complete Guide To Insufficiency (Plug Research / Wide)
di Teresa Greco

Cinque pezzi registrati live per una quarantina di minuti: tanto basta a questo giovane chitarrista di Leeds per mettersi in luce. Folk-blues, mantra ipnotici, la malinconia, l’amore e un lungo, interminabile canto di dolore.

Stefano Panunzi – Timelines (Res Records / Silenzio Distribuzione, 2005)
di Daniele Follero

L’esordio del tastierista Stefano Panunzi è un crogiuolo di esperienze che vanno dall’ambient alla fusion, dallo space rock alla forma canzone. Un centro per la Res, etichetta nostrana tutta da scoprire.

Black Lips - Let It Bloom (In The Red / Goodfellas)
di Lorenzo Filipaz

Con Let it Bloom, i Black Lips puntano a mostrare la sostanziale impudicizia insita nel beat, generando un senso di infanzia perversa. Una musica che è l’emblema più icastico del garage-punk odierno.