
Volete la verità?
Searchin’ Guitar è uno dei migliori demo che mi sia capitato di ascoltare negli ultimi tempi.
Naturalmente quando lo definisco uno dei migliori non parlo della qualità della registrazione che, come è ovvio che sia in questi casi, lascia un po' a desiderare, bensì della freschezza, l’energia, l’entusiasmo che si respira nelle sei tracce in esso contenute. Chi vi parla non ha difficoltà ad ammettere che, una volta assolto l’onere della recensione, ha faticato non poco a separarsene.
Dove sta il segreto del gruppo?
Forse nello stoner aggressivo e rapido che ne rappresenta l’indole spasmodica, forse nei vaghi accenni lisergici che impastano le distorte dissonanze strumentali o magari nel fatto che dietro ai proiettili ruvidi, i suoni cupi, gli stop and go calcolati, ci siano soltanto un basso e una batteria.
Avete capito bene. Quasi nessuna chitarra, se non in rarissimi casi.
Ma che bisogno c'è di una sei corde se si ha a disposizione il suono di un jazz bass filtrato da una pletora di effetti, non ultimo un campionario di amplificatori pseudo – artigianali? A cosa può servire una chitarra elettrica se la batteria è tanto puntuale da riempire i pochi spazi lasciati liberi dalle saturazioni?
I Searchin’ Guitar sono questi, prendere o lasciare, un po’ Kyuss – T-bird ‘04 -, un po’ Unida – 50 Meters Cable –, vagamente Joy Division – la ritmica di Ten Days – o magari Stooges – il primo minuto di Clockwise Makes Me Sick -, ma soprattutto Searchin’ Guitar.
Una band in grado di concepire un suono originale e divertente, aggressivo ma godibile, che in tempi di magra e di appiattimento estetico come sono quelli in cui viviamo, non può che rappresentare una boccata d’aria fresca.
(7.0/10)