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Savoy Grand - People And What They Want (Glitterhouse, 2005)

di Valentina Cassano

Come un asteroide argenteo, The Lost Horizon Ep ha sguarciato il cielo dello scorso anno, dischiudendo gli animi con la sua disperazione mitigata da una quieta rassegnazione. Greve, pregno, ma dalla mano gentile, premurosa: così si presenta People And What They Want, nuovo lavoro degli inglesi Savoy Grand. Non una novità, la profondità è sempre stata una caratteristica preponderante del terzetto. Ciò che infatti questa volta sorprende ed affascina è la lentezza. Si, questo disco è spaventosamente lento, ancor più dei precedenti, e non solo perchè ci troviamo nell’ambito dello slowcore. L’indolenza estrema che serpeggia nelle otto tracce (per un totale di un’ora e dieci minuti!) ha un che di cinematico, una stregante narcolessìa che fa piombare di colpo nel sogno più onirico e visionario.

Tutto è sussurato, accennato. Non c’è clamore, ma solo calma. Estenuante. Essenziale. Suoni dilatati fino all’inverosimile, spogli tanto da mostrare le ossa, fragili all’apparenza, ma in grado di sorreggere l’infame tormento cantato dalla sofferta voce di Graham Langley. Un pathos raffinato e mai autoreferenziale, che richiama alla mente l’algida bellezza del Mark Hollis solista e dei tardi Talk Talk. Chitarre strascicate, incautamente afflitte, si alternano a veri e prorpi momenti di stasi (la distensiva Took). Una batteria sottotono, un pianoforte violentemente nero e un dialogo violino-chitarra sono il corpo martoriato di Change Is An Engine, mentre la possente It Fell Apart sfodera solo al sesto minuto il suo pugnale di feedback, simile ai crescendo trattenuti degli ultimi For Carnation. Se fino a questo momento lo scenario è dei più apocalittici, la dolcezza sconfinata di Last Word Before Sleep rasserena gli oscuri spazi percorsi, insieme alla placida Ending Up, regalando uno struggente abbraccio con Spike, come se in piena notte Langley stesse parlando dall’altra parte del telefono.

Certo manca una ferita insanabile come quella provocata da Reason To Leave, ma le languide emozioni di People And What They Want sanno farsi strada con la stessa forza. Non cercate esplosioni o episodi sorprendenti (non ne troverete), ma fatevi imprigionare e torturare dalla consolatoria lentezza dei Savoy Grand.

(6.8/10)

01. Took
02. Change Is An Engine
03. It Fell Apart
04. Last Word Before Sleep
05. Ending Up
06. I Have The Answers
07. Spike
08. Recovery Positions