
Come un asteroide argenteo, The Lost Horizon Ep ha
sguarciato il cielo dello scorso anno, dischiudendo gli animi con la sua
disperazione mitigata da una quieta rassegnazione. Greve, pregno, ma dalla
mano gentile, premurosa: così si presenta People And
What They Want, nuovo lavoro degli inglesi Savoy Grand. Non
una novità, la profondità è sempre stata una caratteristica
preponderante del terzetto. Ciò che infatti questa volta sorprende
ed affascina è la lentezza. Si, questo disco è spaventosamente
lento, ancor più dei precedenti, e non solo perchè ci troviamo
nell’ambito dello slowcore. L’indolenza estrema che serpeggia
nelle otto tracce (per un totale di un’ora e dieci minuti!) ha un
che di cinematico, una stregante narcolessìa che fa piombare di
colpo nel sogno più onirico e visionario.
Tutto è sussurato, accennato. Non c’è clamore, ma
solo calma. Estenuante. Essenziale. Suoni dilatati fino all’inverosimile,
spogli tanto da mostrare le ossa, fragili all’apparenza, ma in
grado di sorreggere l’infame tormento cantato dalla sofferta voce
di Graham Langley. Un pathos raffinato e mai autoreferenziale,
che richiama alla mente l’algida bellezza del Mark Hollis solista
e dei tardi Talk Talk. Chitarre strascicate, incautamente
afflitte, si alternano a veri e prorpi momenti di stasi (la distensiva Took).
Una batteria sottotono, un pianoforte violentemente nero e un dialogo
violino-chitarra sono il corpo martoriato di Change Is An Engine,
mentre la possente It Fell Apart sfodera solo al sesto minuto
il suo pugnale di feedback, simile ai crescendo trattenuti degli ultimi For
Carnation. Se fino a questo momento lo scenario è dei
più apocalittici, la dolcezza sconfinata di Last Word Before
Sleep rasserena gli oscuri spazi percorsi, insieme alla placida Ending
Up, regalando uno struggente abbraccio con Spike, come
se in piena notte Langley stesse parlando dall’altra
parte del telefono.
Certo manca una ferita insanabile come quella provocata da Reason
To Leave, ma le languide emozioni di People And What
They Want sanno farsi strada con la stessa forza. Non cercate
esplosioni o episodi sorprendenti (non ne troverete), ma fatevi imprigionare
e torturare dalla consolatoria lentezza dei Savoy Grand.
(6.8/10)