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Midaircondo - Shopping For Images (Type / Wide, 7 novembre 2005)

di Valentina Cassano

Vento freddo dalla Svezia. A portarlo sulla penisola italica sono le Midaircondo, tre giovani fanciulle di Gothenburg: Lisa Nordström, Lisen Rylander e Malin Dahlstrom. Impegnate per tutta la scorsa estate in una intesa attività live culminata nella performance del Sonar di Barcellona (ma hanno anche partecipato al Kals’Art di Palermo), approdano finalmente al disco d’esordio, Shopping For Images. Ed ascoltandolo non è difficile credere ai commenti entusiastici che, in contemporanea con il loro girovagare, si sono accumulati, come se di volta in volta il pubblico fosse stato inconsapevolmente sedotto.

Punto di forza, infatti, è la dimensione immaginifica che la combinazione di laptop, synth e strumenti acustici (voce, sassofono e flauto) porta con sé e che si concretizza, in sede di live, nelle sperimentazioni visuali da loro stesse costruite.

Spazi infiniti di desolato romanticismo, castelli di sabbia di ineluttabile malinconia, profondi respiri di struggente inquietudine si sposano alle eteree latitudini musicali che le ragazze vanno ad esplorare, dall’opener track Eva Stern, Shake It (reiterazione a-temporale per sax, flauto, voci e beat cardiaci) al mantra björkiano Could You Please Stop (loop industriali e basso insistente a complicare un crescendo di synth e stratificazione vocale), dall’abbacinante luccichio pop di Serenade (un cantato pieno e avvolgente stagliato su un morbido eco di piano, sortilegio del terzetto Delay/AGF/Armstrong) all’improvvisazione di Coffeeshop e Lo-Fi Love (mesmerica sovrapposizione industrial).

Luoghi della fantasia spiati dal buco della serratura di una porta microscopica, dove per entrare è necessario sapersi tramutare in ombra e scivolare sotto di essa. Un altrove in cui si affacciano il jazz sfilacciato di Susanna Wallumrød (le cupe e sensuali inflessioni di Sorry in un caffè di periferia) e le chincaglierie giocattolo di Colleen (Who's Playing), un minimalismo che per contrasto si nutre di una fervida immaginazione e che potrebbe sembrare, di primo acchito, freddo, se non addirittura glaciale per la sua astrazione. Ma il segreto, per chi voglia addentrarsi in questi cunicoli visionari, è l’abbandono, il trasporto, il sentire con la totalità dei sensi ancora prima che con le orecchie, ciascuno inseguendo le proprie chimere. Proprio come le tre Midaircondo provano a suggerire nelle loro creative performance live.

(7.0/10)

  1. Eva Stern, Shake It
  2. Could You Please Stop
  3. Serenade
  4. Coffeeshop
  5. Sorry
  6. Although I Heard
  7. Perfect Spot
  8. Who's Playing
  9. Lo-Fi Love
  10. Faces
  11. I'll Be Waiting