
You Pay Attention To Me, Not Viceversa, recita il titolo di una delle prime canzoni composte dai Men’s Recovery Project inclusa qui insieme ad altre trentanove in questa pregevole raccolta, tentativo estremo (e del tutto arbitrario) di mettere ordine e selezionare le cose migliori di uno dei gruppi più originali degli ultimi dieci anni. Ci sarebbe da discutere, certo, perché di musica irregolare, volutamente frammentaria e apparentemente caotica, ne è uscita parecchia dagli scantinati del rock indipendente a stelle & strisce.
In questo senso gruppi migliori dei Men’s Recovery Project, gruppi che hanno saputo capitalizzare meglio talento e opportunità, ce ne sono stati e ce ne sono tuttora (due nomi nel mucchio: Need New Body e Coughs). Tuttavia sono proprio questi dieci anni e più di attività a giocare a favore del gruppo di Neil Burke e Sam McPheeters, i quali fra l’altro hanno saputo avvalersi di tanti e spesso validi collaboratori, da Nick Pellettieri e Jeremy Ryan dei Six Finger Satellite a Joe Preston (Melvins, fra gli altri).
Perenne work in progress quindi, collettivo in continuo movimento che fra no-wave e noise ha saputo unire con disinvoltura i surreali bozzetti dei Residents alle asimmetrie dei gruppi di casa SkinGraft, passando per rigurgiti new wave e un Muppet Show parecchio disturbante. Senza dimenticare che il loro disco migliore (Bolides over Basra) è uscito per Load, il background punk/hardcore (Born Against) di Neil e Sam e che quest’ultimo, da “discografico”, ha portato avanti per anni le nefandezze di casa Vermiform. A conti fatti la raccolta risulta così essere uno strumento prezioso, vista l’irreperibilità di molta della loro produzione precedente, godibile ai più (ma soprattutto ai meno…) con qualche piccola hit che ci sogghigna ancora oggi: Egyptian Assassin e Manhole su tutte.
(7.0/10)