Strana carriera quella di Luca Correnti, sempre in bilico tra il dark metal e il pop rock radiofonico. Nel 1994 è membro dei Sinoath, una metal band catanese, mentre nel ’99 incide il suo primo disco come cantautore solista (“promo 1999”).
Nel decennio successivo passa da produzioni interamente acustiche all’indie rock degli Ikara, band in cui entra a far parte nel 2004. Non pago di questo saltellare si butta a capofitto in un “side-project di melodic death metal (!) chiamato Incise, che raccoglie ottimi riscontri (a quanto si dice) nella scena metal nostrana. A questo punto sarebbe ovvio pensare che Che c’entra Iside? sia un disco darkeggiante, magari raffinato. E invece no.
Il nostro ha deciso di cambiare ancora rotta, stavolta verso un pop-rock annacquato in stile Negramaro (8° giù di lì). Pochi soldi con il metal? O una semplice virata d’ispirazione? Lui ne parla come un “viaggio all’interno del proprio animo”. Beh, se fosse sincero bisognerebbe preoccuparsi per quanto poco il suo spirito sia riuscito a tirare fuori in queste dieci canzoni.
Un timido “rock targato italia” fatto di arpeggi e riffettini di chitarra alla Ligabue e ritornelli così orecchiabili e appiccicosi da andare bene a Irene Grandi. Anche momenti piacevolmente leggeri come Ma_Riposa, con i suoi sottili controcanti, non riescono mai ad andare oltre una banale semplicità del sentito e risentito. Non mancano, invece, i veri e propri “polpettoni” per teen-ager malinconici, nei quali spicca maggiormente la sua voce in stile Sanremo-nuove proposte.
Speriamo ritorni presto sui suoi passi…
(4.0/10)