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Live: Slint - TPO, Bologna (4 Marzo 2005)

di Lorenzo Casaccia

Se nel 1995 qualcuno mi avesse detto che dieci anni dopo avrei visto duemila persone cantare in coro Nosferatu Man degli Slint, gli avrei riso in faccia. E invece e' successo. Ma andiamo con ordine.

Gli Slint, una delle band cardinali della storia del rock, si erano sciolti intorno al 1990, ai tempi di Spiderland (uscito nel 1991). Sapere di una loro reunion nel 2005 non e' solo una notizia. E' un fatto con una rilevanza emozionale per chi e' cresciuto musicalmente negli anni del post-rock e del rock indipendente dell'epoca. Al di la' della consapevolezza che anche questa reunion e' sicuramente motivata dall'aspetto economico (come tutte le reunion), resta la curiosita' dell'appassionato cui si regala l'illusione di essere parte del momento creativo di Tweez e Spiderland. Bologna 2005 non e' Louisville 1989. Ma andare a Bologna il 4 Marzo del 2005 e' regalarsi l'illusione di essere a Louisville nel 1989. Si vive anche di questo. Pazienza se gli Slint stanno solo passando alla cassa quindici anni dopo. Noi stiamo viaggiando nella memoria.

Il TPO di Bologna e' un enorme edificio anonimo da cui alle sette di sera escono le note di Breadcrumb Trail durante il soundcheck. Una discreta folla si e' gia' ammassata alla porta. Un bizzarro sistema di prenotazioni ha costretto centinaia di persone ad essere sul posto diverse ore prima del concerto. Non e' nemmeno un peccato, perche' ci da' il tempo di guardarsi intorno. Non siamo i soli a riconoscere persone. Sono in diversi a incontrarsi, come se questo fosse uno di quei raduni di compagni del liceo. Ci sono diversi pezzi di band italiane. Ci sara' sicuramente mezzo staff di quasi tutte le riviste di musica (solo che noi non sappiamo che facce cercare). E c'e' pure un sacco di pubblico che ai tempi di Tweez era piu' o meno all'asilo, ragazzi per cui gli Slint sono diventati un mito lontano durante gli anni del post-rock.

Sono i Radian ad ingannare l'attesa (e forse non gli pareva vero di suonare davanti a duemila persone). I Radian sono un laptop-trio, vale a dire basso + batteria + elettronica, qualcosa tra i Pan Sonic e gli Storm & Stress. Durano il giusto.

Poi gli Slint. Ed e' davvero memory lane per un pubblico ipnotizzato.

La scaletta comprende tutto Spiderland e buona parte di Tweez. David Pajo sta a destra, per noi che guardiamo, e di fatto e' lui che suona tutte le parti "difficili" dall'incipit ormai storico di Breadcrumb Trail agli assolo tra Marc Ribot e Arto Lindsay di Kent. La storia ha sempre assegnato la maggior parte del merito degli Slint a McMahan. Dopo aver visto Pajo stasera, forse e' una storia che va riscritta.

Brian McMahan suona pochissimo, dedicandosi soltanto a cantare, di profilo, sul lato sinistro del palco (per quanto canto si possano definire i sussurri dei brani degli Slint). Le sue parti di chitarra stasera le fa suo fratello, Michael McMahan stesso, gia' membro dei For Carnation.

Il tipo al basso non e' Ethan Buckler, ma tale Todd Cook, che suona con gli occhi chiusi e fa un sacco scena sul palco. Britt Walford era regolarmente alla batteria.

Le tracce vengono eseguite con perfezione metronomica e lucidita' sonica. Forse e' cosi' perche' e' un compitino eseguito come si deve, come dice qualcuno. Oppure perche' quindici anni dopo la cosa piu' facile e' suonare i pezzi esattamente come sono. Oppure perche' quei pezzi sono fatti per essere eseguiti esattamente come sono, proprio perche' gli Slint hanno sposato l'hardcore abrasivo all'austerita' della classica.

Il pubblico e' preparato, e riconosce le tracce in massa, cosa che anni fa mi sarebbe - forse ingenuamente - sembrata assolutamente surreale. E la cosa non avviene solo quando McMahan dice "Don stepped outside" per l'attacco di Don, Aman, o per Ron e Breadcrumb Trail, che aprivano i due dischi, ma un po' dappertutto. C'e' persino qualche accenno di salto per i momenti piu' tirati di Nosferatu Man e di una Good Morning Captain appena piu' grintosa dell'originale con cui si conclude il concerto.

A meta' dello show, con un gesto rimasto forse un po' inosservato, gli Slint sono anche passati esplicitamente a riscuotere i propri crediti con la storia, eseguendo una cover un po' grezza di TNT, il brano di apertura dell'album omonimo dei Tortoise, su cui proprio David Pajo cesella una splendida melodia di chitarra. (Apprendiamo in seguito, scaletta alla mano, che il brano aveva una storia precedente all'interno dell'avventura Slint, col nome di Pam).

Si finisce all'una, senza bis.

Tanto basta per alimentare il mito.

 

For dinner
Breadcrumb trail
Charlotte
Nosferatu Man
Pam
Darlene
Glenn
Don, Aman
Ron
Pat
Rhoda
Washer
Good morning captain
Brian McMahan - voice, guitars
David Pajo - Guitars
Britt Walford - Drums
Michael MacMahan - Guitars
Todd Cook - Bass