
La collaborazione tra il percussionista Davide Tidoni e Nark Bkb, proveniente da sperimentazioni che intersecano le arti visive e la ricerca sonora, comincia nel 2003. Il risultato, a un anno di distanza è Platessa, un cd demo che solo alla fine del 2005 riesce a guadagnarsi un’adeguata distribuzione.
“Il suono e la sua elaborazione” potrebbe essere il sottotitolo ad un progetto musicale che fa della elaborazione di suoni semplici la caratteristica fondante della propria poetica.
Davide Tidoni, ispirato a un percussionismo di vaghe sembianze cutleriane, gioca con l’aspetto più “ambientale” delle percussioni, rappresentate da oggetti e chincaglierie di vario tipo, difficilmente riconoscibili nelle loro continue trasformazioni. Trasformazioni elaborate dal laptop di Nark Bkb che interviene in maniera continuativa sul suono al momento della sua emissione.
Ne deriva un’improvvisazione continua in cui i due musicisti che dialogano liberamente, stimolandosi a vicenda durante tutta l’esecuzione. Una musica che punta molto sulle variazioni d’intensità, sul concetto di ambiente sonoro e sulla imprevedibilità a cui viene sottoposto l’ascoltatore.
Sonorità in cui il timbro e l’intensità regolano il gioco delle differenziazioni. Rumori di fondo che ricordano una fabbrica di ferramenta (Essa), ma anche colpi sordi e violenti che si alternano a tappeti sonori “cosmici” (Buimbrognaga).
Pratiche improvvisative ormai consolidate. Non più avanguardia, ma segno della consapevolezza musicale di due giovani artisti. Un esperimento che va inteso per quello che è: un lavoro che, in fondo, conferma l’ottimo stato di salute (e allo stesso tempo lo status di “nicchia”) del panorama dell’improvvisazione libera nel nostro paese.
(6.5/10)